Nel tranquillo sobborgo di Cologno Monzese, a pochi passi da quella scintillante metropoli chiamata Milano, verso le tre e mezza del pomeriggio dell’8 aprile, un’esplosione di fiamme ha deciso di dare spettacolo. Protagonisti? Tre appartamenti nelle case popolari di via Giordano, che hanno improvvisamente scelto di trasformarsi in sauna a vapore con un sottofondo di panico.
Naturalmente, l’apparato di soccorso non ha tardato: vigili del fuoco, ambulanze del 118 e forze dell’ordine hanno fatto capolino per domare questo ardente ospite indesiderato e rassicurare i residenti, i quali si sono ritrovati a dover abbandonare il nido con la velocità di un fulmine, perché, si sa, la casa “in fiamme” è la nuova tendenza dell’arredamento urbano.
Ovviamente, seguendo il copione perfetto di ogni evento drammatico, qualcuno ha inalato un po’ troppo fumo e si è beccato un controllo dietro la lavagnetta del pronto soccorso. Nulla di troppo grave, almeno questo è quello che ci dicono per evitare di farci perdere il sonno.
Fatto sta che almeno tre appartamenti sono stati condannati all’inagibilità: uno sul primo piano, dall’invidiabile vista sulle ustioni, da cui il fuoco ha avuto l’ardire di partire, e altri due “fortunati” agli piani superiori, che hanno fatto da perfetti paraventi alle fiamme.
Il comune di Cologno Monzese, come era prevedibile, si sta facendo in quattro per trovare soluzioni “concrete” per gli sventurati abitanti di questi alloggi bruciati, perché dopotutto un tetto sulla testa è sempre un dettaglio secondario quando c’è da spegnere il fuoco, no?



