Quando dire poco vuol dire raddoppiare: pioggia di soldi su strade e binari come se non ci fosse un domani

Quando dire poco vuol dire raddoppiare: pioggia di soldi su strade e binari come se non ci fosse un domani

Il Comune di Milano ha deciso di farci sapere che, finalmente, ha trovato l’arcano rimedio per affrontare l’asfalto che costa quanto un diamante: un nuovo sistema per aggiornare i prezzi negli appalti delle strade. Già, perché come non bastasse la crisi globale, ora anche la guerra in Iran ci impone di pagare il bitume come se fosse oro nero, o quasi.

Il piano per il biennio 2026/2027, manco a dirlo, spara cifre da capogiro e raddoppia gli investimenti per le vie e i binari meneghini. Si parla di 56 milioni di euro in due anni per la manutenzione delle strade, più precisamente 28 milioni annui. Che, se confrontati con la media precedente di 15 milioni all’anno, sembrano davvero far impallidire il buon vecchio bilancio. E non finisce qui: per la riqualificazione delle strade con binari, l’investimento si ferma a “soli” 36 milioni nel biennio, ovvero 18 milioni l’anno, una specie di miracolo economico rispetto ai 12 milioni abituali.

Il meccanismo salvifico della revisione prezzi

Per placare la rabbia di imprenditori strozzati dalle materie prime volatili e contemporaneamente mettere in sicurezza quel che resta delle nostre strade, Palazzo Marino si affida alla nuova bacchetta magica: gli indici Istat di revisione prezzi. Ovvero, un sistema elegante che tiene conto delle ‘Tipologie Omogenee di Lavorazione’ (Tol) – termini che suonano complicati ma si traducono in un meccanismo che scatta se il costo dell’opera si impenna oltre il 3% del preventivo. Insomma, se la musica cambia più di tanto, si aggiusta il conto.

Milano, capofila nell’arte di tamponare il caro-materiali

Ma non è un’iniziativa nata dal nulla. Questa “svolta” è stata benedetta da un solenne decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti datato 30 marzo 2026, entrato in vigore dal 28 aprile. Un documento fondamentale, che finalmente dà una base ufficiale per quantificare il rincaro dei materiali nelle gare d’appalto, dando così una copertura legale a una faccenda che rischiava di diventare un’eterna giostra di rimbalzini e discussioni.

Il Comune di Milano, non contento di limitarsi a eseguire le direttive, ha scelto di applicare queste norme praticamente subito. Un bel colpo di reni che lo proietta come uno dei primi enti italiani a intervenire con decisione per tamponare quella che, in fondo, è una delle emergenze “nascoste” del nostro tempo: il caro-materiali che fa ballare i conti pubblici, e pure le pazienze.

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