Qantas sfoggia immagini dell’aereo Airbus che voleva portarci a Marte (o quasi)

Qantas sfoggia immagini dell’aereo Airbus che voleva portarci a Marte (o quasi)

Ecco a voi il gioiellino supremo del volo commerciale: l’A350-1000ULR, quel meraviglioso aeromobile progettato dalla Qantas e da Airbus che, con grande orgoglio, promette di volare più a lungo di quanto i vostri neuroni possano stare svegli. Di recente sono trapelate le prime immagini di questo gigante con ali, fusoliera, coda e carrello miracolosamente assemblati in quel di Toulouse, Francia. Giusto per far capire quanto siamo evoluti, è pensato per collegare Sydney direttamente con Londra e New York, senza fare lo slalom tra scali inutili, cosa che fino ad ora sembrava un miraggio… o un incubo.

Secondo la compagnia, il bestione volante si sposterà questa settimana in un hangar nuovo di zecca per montare motori e strumenti di test di volo. Eh sì, perché bisogna pur testare qualcosa prima di affidargli passeggeri stremati da voli da 22 ore filate. Il programma di test sarà “esteso”, un termine che tradotto significa “preparatevi a settimane di ritardi e controlli ossessivi”. Il primo volo commerciale, infine, è previsto per la primissima metà del 2027, giusto in tempo per dimenticare a quale secolo apparteniamo.

La CEO di Qantas, Vanessa Hudson, è pronta a cantare vittoria parlando di “Project Sunrise”, nome poetico che strizza l’occhio ai voli d’endurance della Seconda Guerra Mondiale, quelli che riuscivano a vedere ben due albe prima di atterrare. Una lodevole nostalgia, certo, ma quanto sarà entusiasmante volare così a lungo da poterci godere due volte il sorgere del sole? Per fortuna, l’aereo è equipaggiato con un serbatoio supplementare da 20.000 litri e sistemi migliorati che, si spera, non lascino i passeggeri intrappolati nel nulla per ore e ore.

La promessa? Un risparmio fino a quattro ore rispetto agli attuali voli con scalo per chi cerca di raggiungere gli Stati Uniti o il Regno Unito dall’Australia. Quattro ore, così, come se lavorare in piedi fosse una passeggiata. E non è che i voli extra-lunghi siano una novità in termini tecnici, grazie alla magia dei motori moderni e all’aerodinamica da manuale, ma il comfort dei passeggeri resta un’incognita degna di un reality show: sedili super compact, movimenti bloccati e caffeina a fiumi per non addormentarsi troppo.

Non dimentichiamo poi la ciliegina sulla torta: l’impatto ambientale. Mentre si annuncia il futuro dei voli oltremisura, nascono le critiche sulle emissioni di carbonio di questi interminabili viaggi che più che spaziare, spandono fuliggine nell’aria, come se la Terra non avesse già abbastanza problemi.

Intanto, il mercato borsistico non sembra troppo entusiasta. Le azioni di Qantas hanno subito una caduta libera del 6,5%, sprofondando al livello più basso degli ultimi sei mesi. E qui arriva il colpo di scena: la compagnia anticipa una crescita del fatturato domestico intorno al 3% per la prima metà del prossimo anno, cioè quasi niente rispetto alle speranze gonfiate precedentemente. D’altra parte, l’ottimismo sarebbe stato troppo complicato da digerire.

Il titolo Airbus, invece, si mantiene stabile con un leggero calo durante le contrattazioni mattutine a Parigi, nonostante un impressionante aumento del 35% dall’inizio dell’anno. Sarà mica il gioco di chi compra ora per rivendere poi?

Il futuro sfavillante dei voli da incubo

Che dire? Siamo all’alba di un’era in cui voleremo per quasi un’intera giornata come matti, guardando fuori da un finestrino che potrebbe essere l’unica finestra reale che vedremo per ore. Sarà un viaggio di endurance non solo per gli aerei ma anche per i cervelli e i corpi di quegli sfortunati passeggeri con troppa fantasia, ma evidentemente poca scelta. Nel frattempo, si brindano a “nuove frontiere” di lusso e tecnologia, mentre in molti si chiedono se mai arriveranno a destinazione senza trasformarsi in fantasmi del cielo.

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