Pronti a inventare la ruota del design nel 2025? Partecipa al concorso delle idee brillanti (o almeno ci proviamo)

Pronti a inventare la ruota del design nel 2025? Partecipa al concorso delle idee brillanti (o almeno ci proviamo)

Ah, la gloriosa Sezione Moda, Design e Arredo di Unindustria, sempre all’avanguardia nel sostenere i giovani talenti – o almeno a parole. Nel loro nobile intento, hanno imbastito un concorso di idee dal titolo roboante “Arredo e Design – Concorso di idee innovative”, sponsorizzato con la generosità che solo la Camera di Commercio di Roma sa offrire. Naturalmente, questa gara è riservata a chi ha la fortuna di abitare o almeno domiciliarsi nella meravigliosa giungla burocratica del Lazio o della provincia di Roma. Obiettivo dichiarato? Aiutare i fortunati vincitori a trasformare le loro idee di design in start-up succulente sul territorio.

È quindi tutto un susseguirsi di eccitanti obiettivi che suonano come roba da pitch da acceleratore californiano: innovazione a go-go, sostenibilità appena sbandierata per essere di moda, valorizzazione di giovani designer (come se quelli che ci sono già non fossero sufficientemente ignorati), sostegno formativo e – ciliegina sulla torta – creare connessioni tra start-up, centri di ricerca e aziende. Insomma, il sogno di ogni giovane creativo, immerso in un cocktail di buoni propositi e sterile retorica istituzionale.

Le regole del gioco: niente scuse, o sei di Roma o sei fuori

Partecipare è questione di residenza o domicilio nella provincia di Roma o in tutta la Regione Lazio. Bandito ogni dubbio, se sei un genio creativo ma abiti a Viterbo o persino a Latina, sei praticamente selezionato o sei un intruso. Inutile disperarsi.

Le categorie (per orientare destinazioni e sogni)

Non è un concorso “a tutto campo”, però: le idee devono appartenere a una categoria ben precisa, perché non vorremmo mica premiare la fantascienza o l’invenzione di qualcosa di veramente rivoluzionario fuori tema. Le categorie sono un insieme forse fin troppo classico, dall’arredo per la casa e l’esterno (lampade, mobili, elettrodomestici, sapete il trucco), a ciò che riguarda la persona (attrezzature per la cura personale e giochini vari), passando per il food (tutto ciò che riguarda la cultura alimentare e il packaging, perché banalmente l’aspetto conta più della sostanza), mobilità (auto, scooter, biciclette – ma anche la miscela di tecnologie varie), lavoro (con ampio spazio a droni, attrezzi agricoli e sistemi di sicurezza), materiali (ovviamente ecologici e “a basso impatto”, senza dimenticare le rivoluzioni dell’economia circolare) e perfino servizi digitali in app e piattaforme digitali, perché l’innovazione oggi è soprattutto un buzzword tech.

Si possono candidare start-up, singoli creativi, team di vario genere, purché portino in dote un’idea di design innovativa e siano rigorosamente residenti a Roma o nel Lazio. Che novità cosmiche!

Il mito della giuria insindacabile e il premio (una consulenza di lusso)

Ovviamente a decidere saranno i giudici, la cui saggezza è “insindacabile”: come dire, avete mai provato a discutere con le decisioni di un’aristocrazia del design? Non esiste. I 3 fortunati più meritevoli avranno l’opportunità di ricevere una consulenza di alto profilo offerta dalla società Zeta Consulting Srl. Tradotto: qualche dritta da esperti che promette di far “decollare” l’idea tra mille burocrazie, fondi europei e realtà imprenditoriali misteriose.

Dulcis in fundo, i primi dieci progetti troveranno spazio in una mostra durante la cerimonia di premiazione e finiranno in una pubblicazione dedicata. Sicuramente una vetrina incendiaria per l’ingente esposizione mediatica che ne seguirà, o per lo meno un elegante vetrino da mettere sul comodino.

Per partecipare – giocate d’anticipo – c’è tempo fino al 16 marzo 2026, inviando la domanda all’indirizzo e-mail preposto. Chiaramente il bando, per chi se lo fosse perso in questa lettura entusiasta, è disponibile in allegato. Buon design e buona fortuna, che di questi tempi è tutto ciò che serve.

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