«Il nostro segreto? Siamo un gruppo affiatato». Eh certo, come no. Gli studenti del Primo Levi, l’istituto superiore di corso Unione Sovietica, adesso si autodefiniscono campioni d’Italia. Non parliamo di scacchi o quiz, ma della gloriosa Italian Football Cup, quel torneo studentesco che ha messo uno contro l’altro ragazzi di 260 scuole provenienti da ben 15 città italiane, con un’impressionante partecipazione di più di 5.500 alunni in versione calciatori. Il trofeo, oh mirabile evento, è stato conquistato dopo una finale da cardiopalma giocata a Roma contro il Paciotti, risolta solo ai calci di rigore. A sollevare la coppa sul campo dello stadio Salaria Sport Village è stato il capitano del Primo Levi, Alessandro Novaresio, di soli vent’anni: «Prima ancora che una squadra siamo un gruppo di amici – racconta -. Ci conosciamo da tempo, trascorriamo molto tempo insieme anche fuori dalla scuola ed è questo che ci ha aiutati nei momenti più difficili del torneo».
Non è mai solo questione di talento, vero? Evidentemente passare l’intervallo insieme è la vera ricetta segreta per battere migliaia di avversari. Ma allora, che cosa ha catalizzato questo miracolo sportivo targato Primo Levi all’Italian Football Cup?
Lo scorso anno, giusto per farvi capire come la perseveranza sia fondamentale, il Primo Levi era arrivato in semifinale ma nulla più. Stavolta hanno fatto qualcosa di diverso, ovvero hanno selezionato con maggior cura la rosa dei giocatori. Un team di 19 atleti scelti soprattutto tra le quinte classi, ma indovinate un po’? C’era pure qualche ragazzino di quarta, terza e addirittura un portiere di seconda superiore, per dare un tocco vintage di inesperienza. In panchina? Nientemeno che Luca Sperandio, calciatore e content creator piemontese ormai noto su internet per la sua impressionante somiglianza con Cristiano Ronaldo. Sì, proprio così, il fattore Ronaldo non poteva mancare.
Il lungo viaggio del Primo Levi: da Torino a Roma passando per le qualificazioni
Il torneo, iniziato ad aprile, si è articolato in tre fasi, perché mica poteva essere troppo facile. Primo passo: vittoria nel girone torinese che includeva 12 scuole di Torino e della prima cintura. Un piccolo capolavoro locale. Poi, via verso la trasferta veronese dove questi eroi di Mirafiori hanno eliminato senza pietà le rappresentative di Lecco, Padova e Pordenone, strappando finalmente il biglietto per le tanto ambite finali nazionali.
La finale da brivido: rimonta eroica e trionfo ai rigori
Arrivati a Roma, il Primo Levi ha trovato pane per i suoi denti: in semifinale ha sconfitto 2-1 il temibile Caccioppoli di Napoli. Ma è stata la finale contro il Paciotti di Roma a regalare emozioni degne di un romanzo drammatico: sotto 0-2, i torinesi non si sono persi d’animo e, con un improvviso exploit, hanno accorciato con Riccardo Dabija e, neanche a dirlo, hanno trovato il pareggio sul filo di lana grazie a un rigore trasformato dal solito ex campione Leonardo Pregnolato. La vera star, però, è stato il portiere Aaron Camberi, che ha fatto il miracolo nella lotteria dei rigori decidendo la vittoria.
Un premio istituzionale per i nuovi eroi di Mirafiori
Dopo tanto sudore e fatica, il coordinatore della Circoscrizione 2, Alessandro Nucera, ha deciso che questi campioni meritassero una degna ricompensa: una cerimonia istituzionale sponsorizzata dal Comune di Torino per festeggiare non solo l’istituto, ma – attenzione, sia ben chiaro – l’intero territorio cittadino, perché se è vero che l’Italia esporta pizza e mandolino, oggi esporta soprattutto nuovi messi del calcio studentesco.
In conclusione, un applauso a questa favola moderna del Primo Levi, che con qualche amico, un allenatore social e qualche rigore segnato all’ultimo secondo ha dimostrato come si fa a mettere sotto migliaia di avversari. E tutto questo senza bisogno di esperti di tattica o marziani del pallone, solo con una solida dose di amicizia e un pizzico di fortuna ben piazzata. Gran finale, ne converrete.

