Presidente dell’Assemblea Onu Annalena Baerbock: senza l’Europa l’Onu è spacciata

Presidente dell’Assemblea Onu Annalena Baerbock: senza l’Europa l’Onu è spacciata

Che gioia accogliere Annalena Baerbock mentre la Presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola si lancia in un encomio così profondo da far venir voglia di un applauso sarcastico: “A 80 anni dalla fondazione delle Nazioni Unite, è il momento perfetto per rinnovare il nostro impegno verso il multilateralismo, questa magnifica forza del bene nel mondo che ci rende più sicuri, più liberi e più ricchi.” Come no, perché tutti sappiamo che in un mondo sempre più incerto, aumentare il nostro entusiasmo per la cooperazione e il dialogo internazionale risolve i problemi meglio di qualsiasi conflitto o tensione. Davvero brillante.

Annalena Baerbock ha rivolto un monito ai deputati europei, invitando l’Unione Europea a mantenere salda la barra in mezzo ai terremoti geopolitici, alle crisi e alle guerre, come se fosse una passeggiata nel parco. Ha poi espresso la sua “profonda” preoccupazione per la diffusione di fake news, di disinformazione e di quelle sofisticate tecnologie di deepfake, soprattutto quando colpiscono le donne, minacciando la democrazia e le società aperte. Eh sì, perché niente dice “società libera” come una buona campagna contro la verità distorta, rigorosamente online e in target.

Ovviamente Baerbock ha sottolineato la responsabilità di un’Europa unita nel difendere l’ordine internazionale basato sulle regole, ricordando l’esemplare e pacifica risposta europea all’invasione russa dell’Ucraina, che ha sicuramente convinto il mondo della forza politica e morale del Vecchio Continente. E come ogni oracolo che si rispetti, ha invitato l’Unione a forgiare alleanze interregionali a tutela della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale, perché il mondo ne ha un gran bisogno, ne siamo tutti convinti.

In un felice momento di commercio globale, ha salutato con entusiasmo i nuovi accordi commerciali con Mercosur e India, oltre ai finanziamenti supplementari destinati alla Zona di Libero Scambio Continentale Africana. Secondo lei, questa espansione economica è un investimento a lungo termine per la prosperità e la sicurezza globale, come se l’Europa fosse uno zio benefattore che regala dolci sorpresine a tutti i paesi emergenti.

Ma non scherziamo, perché Baerbock ha anche chiesto un sostegno massiccio da parte dell’UE per la riforma dell’ONU in occasione dell’80° anniversario, proprio mentre le Nazioni Unite affrontano una crisi di liquidità esistenziale degna di una soap opera finanziaria. L’invito è quello di fare gli esempi virtuosi, pagando le quote puntualmente, portando avanti le riforme e aprendo finalmente quel dibattito urgente sulle riforme finanziarie internazionali, necessario per realizzare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e gli impegni verso il Sud del mondo – perché l’Onu non è mica un bancomat, si sa.

Ribadendo il suo impegno per l’uguaglianza di genere, ha anche lanciato una richiesta ben precisa: gli Stati membri dell’UE devono sostenere attivamente la candidatura di donne per la carica di Segretario Generale dell’ONU – ricorda con la garbata ironia di chi non è nuova alla politica, che in 80 anni questo ruolo è stato ricoperto solo da uomini. Un piccolo dettaglio, ma dai, non è mica colpa delle donne se i ruoli apicali sono così esclusivi.

Un curriculum eccezionale… o quasi

Nomimata Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 9 settembre 2025 (un momento che ha senz’altro elettrizzato pranzi e cene diplomatiche), Annalena Baerbock ha sfoggiato la sua visione “Better Together”, che più che un programma sembra un invito a un corso intensivo di buonismo internazionale. Le sue priorità? Implementare l’Agenda di riforma ONU80, potenziare l’efficacia dell’ONU, spingere l’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile e promuovere un’Assemblea Generale inclusiva, con una particolare attenzione a società civile, giovani e, giusto per non farsi mancare nulla, l’uguaglianza di genere.

Ora, per completare il quadro, Baerbock è la quinta donna a ricoprire la presidenza dell’Assemblea Generale dell’ONU. Non proprio un avventuriera, ha già affinato le sue doti da diplomatica come Ministro degli Esteri della Germania dal dicembre 2021 al maggio 2025, e prima ancora come membro del Bundestag dal 2013 al 2025. Tra il 2018 e il 2022 ha persino co-presieduto il partito dei Verdi tedeschi, disciplina che evidentemente l’ha ben preparata a destreggiarsi fra crisi globali e cappuccini diplomatici.

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