Che modo più originale di onorare la memoria di Giorgio Ambrosoli se non attraverso una cerimonia in quel tempio dell’efficienza amministrativa che è Palazzo Marino? La mattina di venerdì ha visto l’assegnazione del consueto Premio di laurea intitolato all’avvocato, fiore all’occhiello di un’Amministrazione comunale che, dal lontano 2000, si compiace nel premiare giovani cervelloni impegnati a studiare quei fenomeni così piacevoli chiamati corruzione e il delicatissimo rapporto tra economia legale e attività criminali.
Ebbene sì, il vincitore dell’imperdibile edizione 2025 è il dottor Davide Attanasio, laureato con lode in Diritti e Istituzioni presso l’illustre Università degli Studi di Torino. La sua tesi, quel capolavoro intitolato “La devianza criminale d’impresa: uno studio nella prospettiva delle misure di prevenzione patrimoniali”, si è guadagnata un posto sul podio dopo un’accesa battaglia tra dieci candidati scelti con cura da una commissione di altissimo livello. Tra i giudici, troneggiano magistrati, accademici e ovviamente illustri eroi della lotta contro qualsiasi cosa somigli a illegalità.
Un Ponte Dal Diritto alla Sicurezza Economica: Che Originalità
La giuria, magistralmente guidata da Andrea Borsani e composta, tra gli altri, dall’avvocato Umberto Ambrosoli e dall’ex magistrato Armando Spataro, con grande magnanimità ha elargito i 5.000 euro del premio, lodando – non si sa mai – il rigore scientifico dell’opera. D’altronde, analizzare le misure di prevenzione patrimoniale – quei polpetti inchiavabili utilizzati dalle Forze dell’Ordine e dalla Magistratura contro i ‘colletti bianchi’ – è davvero un tema che fa sognare tutti, no?
Ma non stiamo parlando solo di tesi da intellettuali chiusi in torre d’avorio: Attanasio ha avuto la brillante idea di mettere a confronto il nostro sistema con quelli di Regno Unito e Stati Uniti, offrendo così suggerimenti operativi altri e più mirati. Praticamente il dono della scienza direttamente nelle mani degli specialisti d’antan.
Voci dal Campo: Memoria e Impegno, un Binomio Senza Tempo
Alla parata d’onore ha partecipato una nutrita delegazione di studenti del mitico Civico Polo Scolastico Manzoni, a testimoniare il glorioso passaggio del testimone generazionale in tema di legalità, cioè nulla di nuovo sotto il sole.
Anna Scavuzzo, vicesindaca e paladina della memoria, ha pronunciato solenni parole:
“Da oltre venticinque anni Milano ricorda l’avvocato Ambrosoli con questo premio. Il contributo dell’Università è prezioso per studiare fenomeni che si evolvono: il contrasto alle infiltrazioni mafiose deve essere supportato da strumenti efficaci anche al mutare delle pratiche criminali.”
Da non perdere anche l’intervento emozionante di Umberto Ambrosoli, figlio dell’illustre avvocato, che ha definito il premio come “uno stimolo all’impegno e un momento di memoria civile”. Perché si sa, ricordare papà serve soprattutto a cercare un senso al presente e a sentirsi responsabili per il futuro. Che poesia.
Milano, il Far West dell’Economia Legale solo a parole
Il premio, senza ombra di dubbio, ribadisce la centralità di Milano nel teatrino della sicurezza economica. Lo studio del giovane Attanasio è un’accorata preghiera affinché si costruisca un sistema che fermi – o almeno cerchi di arginare – l’inquinamento dell’economia legale senza però trasformarsi nel solito incubo securitario che tanti ben conoscono.
Un messaggio fortissimo, insomma, che parte (ovviamente) dalle università per giungere, chissà come, ai palazzi delle istituzioni e alla sacra giustizia meneghina. Nel frattempo, la corruzione se la ride, ma l’importante è darsi da fare per mantenere l’illusione che qualcosa si stia realmente muovendo.



