Politecnico di Milano si fa notare nel ranking Financial Times 2026 delle business school: chi l’avrebbe mai detto?

Politecnico di Milano si fa notare nel ranking Financial Times 2026 delle business school: chi l’avrebbe mai detto?

Ah, la famosa Polimi Graduate School of Management, quella che continua a farsi strada nella giungla delle business school internazionali come se niente fosse. Secondo l’«Executive Education Ranking 2026» del Financial Times, questa istituzione dell’illustre Politecnico di Milano si concede il lusso di slittare tra le prime 30 scuole europee e le prime 50 mondiali in entrambi i ranking dedicati ai programmi per manager e professionisti, con progressi sia nei corsi «Open» che in quelli «Custom», ovvero su misura. Che classe, signori.

Nel mondo dei programmi Open, il Politecnico si piazza al 43° posto su 90 scuole, guadagnando un bel salto di ben 14 posizioni rispetto al 2025, quando balzava da una tutt’altro che insapore 57a posizione. Ah, la scalata! Del resto, il gradimento generale è da manuale: un quasi perfetto 9,63 su 10, che lo colloca al 19° posto globale in materia di soddisfazione degli studenti. Immaginate il trionfo: miglioramenti su progettazione, didattica e competenze apprese. In Europa, insomma, il Politecnico si consola con il 29° posto, che è praticamente un onore.

E veniamo al vero pezzo forte: i corsi Custom, quelli pensati apposta per le esigenze aziendali, perfetti come un vestito sartoriale, ma con i numeri del Financial Times. Qui il balzo è stato da capogiro, passando dalla modesta 67a alla strepitosa 41a posizione mondiale, un salto di ben 26 posti da far venire le vertigini. Il tier? Seconda fascia, che suona bene e suona internazionale, mica pizza e fichi. In Europa, si piazza al 30° posto, in modo altrettanto prestigioso, ci mancherebbe. Ma non è tutto: i parametri che scuotono questo risultato sono l’efficacia del programma, il ritorno sugli investimenti e, dulcis in fundo, la voglia delle aziende di tornare a spendere soldi con loro. Eh sì, l’istituto conquista il 27° posto mondiale in fedeltà aziendale, mica bruscolini.

Un balzo di qualità e di ranking (ovvero come piacciono i numeri)

Questi risultati non sono mica roba da poco: certificano tale e tanta notorietà internazionale da far girare la testa a qualsiasi aspirante manager. Federico Frattini e Vittorio Chiesa, rispettivamente Dean e Presidente della Graduate School, non hanno potuto non sottolineare questa scalata trionfale come prova evidente dell’eccellenza didattica e dell’attenzione verso professionisti e imprese, tutto condito da qualche sana dose di pragmatismo competitivo.

Federico Frattini e Vittorio Chiesa hanno dichiarato:

«I risultati del Financial Times Executive Education Ranking 2026 attestano il percorso di crescita e il consolidamento internazionale della nostra Scuola nella formazione executive. Il notevole progresso nei programmi Open e soprattutto nel ranking Custom, con un salto di 26 posizioni, testimoniano la qualità della nostra offerta formativa, la capacità di innovare costantemente i percorsi didattici e l’attenzione rivolta alle esigenze di professionisti e aziende in un contesto diventato ormai una vera giungla competitiva e internazionale.»

Insomma, un trionfo senza precedenti? O forse solo l’ennesima celebrazione di enti che si autocelebrano per un ranking che, pur onorevole, resta un gioco di prestigio ben orchestrato. Ma chi siamo noi per giudicare? Nel frattempo, il Politecnico di Milano continua a sfornare manager e programmi che, a giudicare da questi numeri, piacciono eccome. Non resta che incrociare le dita e aspettare i prossimi balzi nelle classifiche, magari ora mirano al podio globale. Campioni senza paura.

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