Qualcuno ha finalmente cominciato a sospettare che Open Var, quella brillante trovata che avrebbe portato trasparenza nella torbida vita arbitrale, non sia altro che una fonte inesauribile di caos e confusione. Sorpresa delle sorprese, la Figc e la Aia hanno aperto una seria riflessione sul suo futuro. Anzi, una parte degli stessi vertici arbitrali non vede l’ora di spedire questa trasmissione negli archivi polverosi della storia del calcio italiano. Potrebbe benissimo essere la stagione finale di Open Var, quel programma di Dazn che ci ha preso l’abitudine, ogni settimana, di spalancare il sipario sugli audio da incubo tra i Var di Lissone e gli arbitri in campo, trasformando gli errori in spettacolo.
Ormai siamo alla terza stagione di un format che, per la gioia degli spettatori, ha fatto degli arbitri i campioni indiscussi dei “mea culpa” pubblici. Però, attenzione: non è affatto scontato che ci sarà una quarta stagione. Pare che, invece di migliorare la sicurezza degli arbitri, questa ossessione per la trasparenza stia ottenendo l’effetto opposto, intaccando la loro già fragile autostima e moltiplicando gli errori – roba da non crederci, vero?
Figc e Aia si stanno quindi interrogando su quanto valga la pena proseguire con questo spettacolo comico-arbitrale anche nei prossimi campionati. Alcuni dirigenti di club, ironia della sorte, ritengono che il programma “non serva a nulla”. Ovviamente, le società e la Lega Serie A possono solo guardare e applaudire, perché la decisione definitiva spetta esclusivamente a Figc e Aia. Al momento, l’aria che tira sembra quella di staccare la spina a questo reality show degli errori arbitrali, con non poco stupore tra i potenti del calcio italiano che solo tre anni fa avevano accolto con entusiasmo questa apparentemente illuminata scelta di “maggiore trasparenza”.
Nel frattempo, per spremere ancora un po’ di controllo e, si spera, far tacere qualche bocca troppo impiccione, la Lega Serie A ha iniziato a lavorare a un nuovo codice di comportamento. Che tradotto vuol dire: meno urla, meno polemiche dagli allenatori e dai dirigenti, con la minaccia sempre in agguato di sanzioni per chi, vedete un po’, si lascia andare a proteste “esagerate” contro gli arbitri. Questo regalino regolamentare, naturalmente, dovrebbe entrare in vigore dalla prossima stagione, perché nulla dice “riduzione del caos” come paletti e punizioni ben mirate.



