PNRR: le novità irresistibili della settimana che non sapevi di volere dal 12 al 16 gennaio 2026

PNRR: le novità irresistibili della settimana che non sapevi di volere dal 12 al 16 gennaio 2026

Ah, il solito appuntamento settimanale con le mirabolanti novità del PNRR, ovvero il Piano che promette mari e monti, ma che ogni tanto ci regala anche qualche perla di realtà da ammirare. Il 213° numero di questo capolavoro di informazione ci porta, come di consueto, tra bandi, previsioni e scenari che ti fanno sentire sempre più aggiornato, a patto che tu sopporti la noia di qualche pagina in più.

La Corte dei Conti fa la pagella al PNRR negli enti locali

La Sezione autonomie della Corte dei conti ha fatto il proprio dovere, approvando una delibera che distribuisce voti e segnalazioni sullo stato di attuazione del PNRR nelle amministrazioni locali. Aggiornato al 28 agosto 2025, questo referto analizza tutto: gestione finanziaria, spesa e rendicontazione dei progetti, ovviamente basandosi su dati presi dalla piattaforma ReGiS e sui controlli delle sezioni regionali, quelle che vedono davvero come vanno le cose sul territorio. Un lavoro fatto con la stessa precisione di un giudice che deve decidere se hai pagato il caffè o meno.

Il decreto di riparto delle risorse GOL: come spartire la torta

Non poteva mancare il solito decreto ministeriale, questo dedicato alla distribuzione delle risorse PNRR per il triennio 2024-2026. Sì, tutto molto chiaro e trasparente, destinato alle politiche attive del lavoro e alla formazione (nell’ambito del glorioso programma denominato GOL). Ovviamente, con questa magia burocratica si stabiliscono quali regioni e province autonome si porteranno a casa i quattrini. Un vero e proprio gioco dell’oca economico, dove qualcuno parcheggia nella casella “vittoria”, e qualcun altro magari finisce in un angolo buio senza alcun euro.

Semplificazioni, digitalizzazione e la commedia dell’efficienza

C’è poi la solita storia della “migliorata esperienza dei servizi pubblici digitali”, questa volta vantata con orgoglio dal Dipartimento per la trasformazione digitale. Pare che oltre 12mila enti pubblici abbiano fatto il miracolo di offrire un servizio più efficiente, il tutto con ben sei mesi di anticipo rispetto al previsto. Una vera epopea di semplificazione, quella che fa gridare al successo mentre si cerca disperatamente di capire dove finiscono i nostri dati e quanto ci costano davvero queste operazioni super tecnologiche.

Non mancano poi le novità per i segretari degli enti locali, che finalmente escono dal calcolo dei tetti di spesa per il personale. Per sempre, sembra una promessa eterna, in ogni amministrazione. Come dire: “voi non siete mica uno spreco, siete un investimento da privilegiare”. Decisamente una trovata che farà sicuramente gioire le casse locali, già così invidiate da tutti.

Agevolazioni e investimenti ecologici… a tempo determinato

Con un tocco di magia normativa europea, il decreto direttoriale del 15 gennaio 2026 amplia il ventaglio delle tecnologie pulite ammesse allo sportello agevolativo “Net Zero e Rinnovabili e Batterie” nei cosiddetti “Contratti di sviluppo”. Ma attenzione, non si può stare troppo tempo a godersi questa festa: le domande vanno presentate entro il 21 aprile 2026. Insomma, una finestra stretta per un brindisi ecologico.

Naturalmente, anche chi si occupa di teleriscaldamento può tirare un sospiro di sollievo. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha prolungato il termine dei lavori dal 31 marzo al 31 agosto 2026, concedendo altri cinque mesi per portare a termine quei progetti che, evidentemente, avevano bisogno di un po’ più di tempo per diventare realtà. Une scusa perfetta, o forse solo la conferma che i tempi burocratici sono, come sempre, una lunga maratona senza fretta.

Parco Agrisolare: quando l’agricoltura diventa green… a suon di milioni

Last but not least, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha lanciato un super bando dal titolo altisonante “Parco Agrisolare”. Ben 789 milioni di euro in ballo per sostenere investimenti in energie rinnovabili nel settore agricolo e agroindustriale, concentrandosi sull’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici produttivi. Insomma, la rivoluzione verde passa anche dai tetti delle stalle, un’immagine esilarante che farà sognare gli agricoltori in doppiopetto e scarpe di cristallo.

Insomma, tra referti, decreti, proroghe e investimenti faraonici, il PNRR continua la sua marcia trionfale. Ma noi restiamo sempre qui, con il pop corn in mano, a osservare la commedia degli annunci che ci promettono mari e monti, mentre noi aspettiamo di vedere quei risultati concreti tanto decantati.

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