Pnrr e novità incredibili della settimana dal 3 al 7 novembre 2025: quando l’innovazione sembra un déjà vu targato Unindustria

Pnrr e novità incredibili della settimana dal 3 al 7 novembre 2025: quando l’innovazione sembra un déjà vu targato Unindustria

Ah, il glorioso PNRR: quell’immenso calderone di promesse e risorse che, come ogni settimana, si aggiorna con nuove delizie per l’italico disincanto. Sul sito ItaliaDomani, gloriosa fonte di novità che nessuno aveva chiesto ma tutti sfogliamo con estremo sarcasmo, si annuncia con enfasi la pubblicazione della versione aggiornata del decreto 3 maggio 2024. Sì, proprio quel decreto magico che dovrebbe assegnare risorse finanziarie per attuare gli interventi del PNRR. Dopo la decisione Ecofin del 20 giugno 2025, scelgono il 9 settembre per la tabella allegata, un vero tocco di classe nella gestione temporale. Insomma, un balletto di date e numeri che ci regala emozioni pari a una riedizione di un vecchio film in bianco e nero.

Con Decreto Direttoriale del 6 novembre 2025, il Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy, perché chiamarlo solo “Ministero” sarebbe troppo semplice) trionfalmente annuncia l’esaurimento delle risorse per la “misura Transizione 5.0”. Già, tutto preso d’assalto, con le risorse REPowerEU miracolosamente sparite in un battito di ciglia, assorbite dalle richiestissime imprese italiane che, evidentemente, avevano fretta di investire senza aspettare conferme dall’Europa. Il PNRR fa da volano al consumo rapidissimo di fondi, e noi, spettatori invidiosi, restiamo a bocca aperta davanti a questa rapidità supersonica. Quando si dice “efficienza”.

Il “nuovo” volto della Transizione 5.0: più tempo, grandi ammortamenti

Il disegno di legge di bilancio, cioè quel piccolo dettaglio che regola – o prova a farlo – le finanze del Paese, ridisegna il piano “Transizione 5.0”. Addio ai troppo complicati crediti d’imposta, spazio invece ai maxi-ammortamenti, perché nulla dice più “innovazione” e “crescita” dell’ottimizzazione fiscale con cifre esagerate.

Il ministero ha l’ambizione di partire già da gennaio 2026, e la finestra per gli investimenti copre, per ora, fino al 31 dicembre 2026, con consegne ammesse fino a metà 2027 sempre che il 20% dell’acconto venga versato nel frattempo. Ma attenzione: gli emendamenti in Parlamento spingono per allungare ulteriormente la festa, magari fino al 2028, o almeno concedere una proroga fino a settembre 2027 per le consegne. Come dire: chi ha tempo non aspetti tempo, ma si prepari a inventare il tempo.

Bonus veicoli elettrici: più domanda che fondi, la solita storia

Se credevate che il bonus veicoli elettrici fosse un sostegno duraturo, preparatevi alla doccia fredda: il plafond di circa 595 milioni di euro è stato polverizzato. Oltre 55.600 voucher richiesti, una valanga di italiani pronti a rivoluzionare la mobilità, che però si sono ritrovati senza fondi.

Naturalmente, come da manuale PNRR, appena qualche fondo si libererà (magari da qualche rinuncia o pasticcio burocratico) sarà prontamente ricaricato sulla piattaforma. Insomma, avanti con la commedia degli incentivi a singhiozzo!

Due “magnifici” avvisi pubblici per digitalizzare la PA

Nel frattempo il PNRR ti regala due nuovi Avvisi pubblici dal sapore tecnologicamente straordinario: ben 140 milioni di euro destinati a Pubbliche Amministrazioni Centrali e ASL/AO, per aggiornare le infrastrutture digitali. E perché no? Mantenersi al passo con la fantomatica Strategia Cloud Italia.

Ovviamente per partecipare si devono seguire delle rigide istruzioni online e presentare domanda entro le 23:59 del 5 dicembre 2025, perché il cronometro è sacro quanto le promesse elettorali.

La dolce favola del post-PNRR: più ricercatori, più futuro?

Secondo la quinta edizione della famosa “Relazione sulla ricerca e l’innovazione in Italia” redatta dal Cnr, il programma PNRR ha fatto miracoli: 12.000 ricercatori assunti, quasi la metà donne, non esattamente un dettaglio. Strano però che il 44% degli 8,5 miliardi stanziati per la Missione 4 (quella che dovrebbe portare la ricerca all’impresa) sia la percentuale rendicontata a maggio 2025: più della metà dei fondi ancora non si vede.

Non che qualcuno si aspetti chissà quali risultati nel brevissimo termine, ma almeno così possiamo dire che il personale è stato assunto. Del resto, per i miracoli scientifici ci vorrà un altro piano dopo il PNRR… o un altro acronimo con cui confondere ancora meglio le idee.

PNRR e riforestazione: qualche albero in più, applausi

E per chi si preoccupa ancora dell’ambiente, arriva la notizia che nel 2024, grazie a un fantasmagorico impulso del PNRR, sono stati piantati oltre 3 milioni di alberi. Sì, un bel salto rispetto all’anno precedente, grazie a varie associazioni ambientaliste e un Atlante delle foreste che fa sempre la sua figura sui giornali del lunedì mattina.

Naturalmente, più alberi significa un miglior ecosistema e una scusa perfetta per dire “il PNRR funziona anche su questo”.

Rome Technopole: un piccolo bilancio del trasferimento tecnologico

Chiudiamo con un rapido sguardo al Rome Technopole, fulcro dello Spoke 2 del progetto PNRR dedicato al trasferimento tecnologico. Il bilancio, dopo lunghe attese e gigantesche aspettative, è… positivo. Circa 60 progetti di prototipazione e proof-of-concept sono stati messi in campo, con 30 bandi finanziati. Non proprio l’invasione dei robot, ma diciamo che si procede, un passo alla volta, con l’immancabile lentezza italiana amplificata dal retaggio burocratico.

In conclusione, il PNRR continua il suo avvincente racconto fatto di numeri, ritardi, promesse e qualche piccola, timida soddisfazione. Il tutto condito dall’immancabile ironia su come si spostano e si bruciano milioni di euro, mentre noi cittadini assistiamo alla scena con la maschera dell’entusiasmo forzato.

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