A Roma, nella gloriosa cornice di Unindustria, si è svolta l’ultima tappa di quel meraviglioso carosello chiamato workshop promosso da Confindustria Innovation Hub. Ovviamente, l’evento non poteva prescindere dalla collaborazione degli irrinunciabili Digital Innovation Hub Lazio e Sistemi Formativi Confindustria, come se non bastasse, ci hanno messo anche la loro firma. Il tutto condito con la partecipazione della nostra illustre Associazione, perché più siamo e più ci divertiamo.
Il formato? Un ciclo di lezioni, anzi, workshop – perché “lezioni” sarebbe povero – creati ad hoc per trascinare imprenditori e manager in un viaggio iniziatico attraverso il fantasmagorico mondo delle opportunità offerte dall’Intelligenza Artificiale. Non ci accontentiamo di chiacchiere; qui si parla di normative, strumenti pratici e persino casi reali (sì, anche le PMI ce l’hanno fatta, incredibile!) che hanno già sposato l’AI nelle loro catene produttive. Tradotto: niente aria fritta, solo fatti tangibili che mostrano come l’AI possa magicamente moltiplicare efficienza, produttività, risparmiare quattrini e, perché no, spalancare le porte di nuovi mercati. Cosa si potrebbe volere di più da una formula tanto perfetta?
L’evento si è aperto con l’intervento di Francesco D’Angelo, il nostro eroe delegato per Industria 5.0, che ha sprezzantemente ricordato a tutti come l’AI sia ormai l’arma segreta per rimanere competitive nel turbolento panorama industriale.
Francesco D’Angelo said:
“L’AI oggi è una leva fondamentale di sviluppo: è essenziale promuovere politiche industriali che favoriscano la sua adozione nelle imprese manifatturiere e continuare ad investire in infrastrutture, competenze e capacità di governo delle informazioni in una prospettiva di sovranità digitale, garantendo che il patrimonio dei dati delle nostre imprese resti tutelato, valorizzato e gestito secondo regole chiare e coerenti con gli interessi nazionali ed europei.”
Che profonda ovvietà, degna di un Ted Talk da milioni di visualizzazioni. Investire, tutelare, valorizzare… tutto molto bello, ma ci stiamo chiedendo quando e come tutto questo si tradurrà in fatti veri e non in aria di marketing.
Al banchetto della sapienza hanno partecipato anche altre star del panorama industriale. Valentina Carlini di Confindustria ha fatto sfoggio di una brillante dissertazione sull’intelligenza artificiale in azienda, passando dai casi d’uso agli incentivi 5.0, perché parlare di soldi fa sempre scena. Poi abbiamo avuto l’onore di ascoltare Manuel Astuto del DIH Lombardia, Alessandro Francolini, il gran capo del DIH Lazio, e Giuseppe Linati di Confindustria Bergamo, che hanno presentato gli strumenti miracolosi di “ConfIN Hub” e “Data Readiness Towards AI”, magnifiche formule per valutare quanto le aziende ci sanno fare con i dati.
A seguire, il carismatico Ettore Russo di Anitec – Assinform è intervenuto con una perla dal titolo “L’AI strategy nelle imprese: dai dati di mercato alla compliance normativa. Evidenze da Italia e Lazio.” Perché nulla è più eccitante di sentire parlare di normative mentre si cerca di non cadere addormentati.
Bella la chiusura con i progetti e le piattaforme presentati da Fiorenza Succu di AI4Industry e Emilio Tucci di ACN, coppia dinamica al servizio della trasformazione digitale aziendale, o almeno così dicono loro.
Infine, la ciliegina sulla torta: le testimonianze dirette dei nostri valorosi associati, tra cui Gianluigi Raponi per Ometec, Alessandro Bianchetti per Naturally Pinsa e Simone Valloni per Merlo. Loro raccontano come l’intelligenza artificiale stia rivoluzionando business e processi, perché a furia di proclami, da qualche parte i miracoli devono pure accadere.

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