Non bastano chiaramente i 1,5 miliardi di euro in investimenti – roba da far impallidire qualunque piano quinquennale – perché, come ci tiene a sottolineare il nostro assessore illuminato, “a queste risorse si aggiunge il quotidiano lavoro di regia e di supporto alle Aler, affinché ottengano i risultati attesi, sempre a beneficio dei cittadini e delle comunità.” Tradotto: continuiamo a programmare con il buon proposito di raggiungere parametri altissimi e a controlarli senza perdere di vista il sogno di cui sopra.
Abusivi “colpevoli” e “incolpevoli”: il retrogusto socialmente sensibile della suddivisione
Sul fronte abusivismo, la linea è chiarissima e intrepida: Aler Milano deve ridurre le occupazioni illegittime del 10%. Nel frattempo, le altre Aler, forse più timide o più prudenti, si impegneranno almeno a bloccarne di nuove e – perché no? – abbattere o portare a zero quelle già esistenti. Niente di meno. Il tutto condito da una ridda di videosorveglianza, portieri dallo sguardo vigile e, ciliegina sulla torta, vigilanza armata. Come dire: sicurezza sì, ma ben incastrata in un meccanismo che fa tanto Grande Fratello.
Ma aspettate, arriva il colpo di scena da manuale: le Aler saranno impegnate in un’ardua ricognizione per distinguere gli abusivi “colpevoli” da quelli “incolpevoli”. Insomma, una sorta di giro di giostra morale in cui si valutano i poveri disgraziati che non riescono a pagare affitto e quelli che, semplicemente, non vogliono farlo. Perché le risposte dovrebbero essere diverse: il primo gruppo merita assistenza welfare, il secondo pena pubblica. Ma siamo sicuri che una soluzione così limpida sia tanto semplice come sembra.
Più case ai poveri, meno vuoti e qualche ristrutturazione: il piano perfettamente realizzabile
Come se non bastasse, la direttiva prevede che, per tutte le Aler, aumentino di almeno un 10% le assegnazioni di case destinate a famiglie a basso reddito, con un ISEE non superiore a 16.000 euro. Niente di eclatante, direte, ma un altro gradino da scalare sulla montagna di buone intenzioni.
Parallelamente, è previsto un bel 5% in meno di alloggi sfitti – quegli appartamenti immobili come monumenti all’inefficienza amministrativa –, e, per dare quel tocco di classe, la completa ristrutturazione degli alloggi già in lista d’attesa per un restyling che, ovviamente, si farà.
In sintesi: più soldi, più controllo, più lavoro tattico, più divisione netta tra vittime e colpevoli sociali e, soprattutto, più quel consueto cocktail di normative e dichiarazioni che fanno tanto “programmazione seria” senza garantire che qualcosa cambi davvero. Ma, si sa, è il solito fascino della burocrazia lombarda.



