Pinterest crolla del 22% in premarket perché le tariffe hanno deciso di fare festa sui suoi guadagni

Pinterest crolla del 22% in premarket perché le tariffe hanno deciso di fare festa sui suoi guadagni

Che sorpresa! Pinterest, il regno delle bacheche virtuali e delle idee strampalate, ha annunciato un tonfo spettacolare delle sue azioni in pre-mercato, giù del 22%. Tutto questo perché, nella sua prodigiosa saggezza, ha deciso di scaricare la colpa sui dazi internazionali per i risultati deludenti del quarto trimestre. Davvero originale, una scusa che avrà sicuramente convinto i più scettici.

La compagnia social ha comunicato ricavi pari a 1,32 miliardi di dollari, appena sotto le previsioni degli esperti, che volevano 1,33 miliardi. Ma è il vero dramma: l’utile netto è crollato dell’85%, passando da un trionfale 1,85 miliardi a “misere” 277 milioni. Un vero capolavoro di autogol finanziario.

Non solo il netto ma anche l’EBITDA rettificato, quella parolina magica per far sembrare tutto un po’ meno tragico, è risultato inferiore alle stime: 541,5 milioni contro i 550 milioni attesi. Chissà come fanno a non scordarsi mai quei 8,5 milioni mancanti.

Previsioni da incubo e scuse da prima pagina

Non contenti di questo piccolo disastro, Pinterest prevede un primo trimestre da dimenticare, con vendite tra 951 e 971 milioni di dollari, tagliando ancora sotto le stime degli analisti che puntavano a 980 milioni. Niente di meglio che abbassar subito l’asticella per evitare delusioni future.

Il CEO, Bill Ready, non si è fatto pregare e ha identificato il colpevole: i dazi tariffari. Qualcosa di esterno, un “shock esogeno”, ha detto, in perfetto gergo aziendale per “Non è colpa nostra”. Ah, e ovviamente citando anche una riduzione della spesa pubblicitaria dei grandi retailer, come se non ci fossero altri problemi su cui riflettere.

Nel frattempo, a gennaio, la società ha annunciato tagli del personale sotto il 15% e riduzioni negli spazi ufficio, tutto in nome dell’intelligenza artificiale. Tradotto: si butta tutto sul futuro AI, sperando che la magia tecnologica possa coprire rovinosi passi falsi del presente.

Pinterest ha dichiarato di star “riposizionando le risorse” verso team incentrati sull’AI, puntando a prodotti e funzionalità “potenziate dall’AI”. In altre parole, tutta la forza lavoro ora deve sperare che qualche algoritmo salvi il salvabile.

Il parere “fiducioso” degli analisti

La banca Citi ha subito corretto il tiro, declassando le azioni da “Compra” a “Neutro”. Le motivazioni? Scarsa visibilità dai grandi inserzionisti USA e UE, complicazioni in settori specifici come l’arredamento, e investimenti più alti che schiacciano i margini. Insomma, un bel quadro dipinto con i colori della crisi.

Anche gli esperti di Goldman Sachs non brillano di ottimismo: vedono le entrate sotto pressione nel breve termine, colpa dei dazi e della magra spesa dei consumatori. Quindi niente panico, solo un tuffo nel panico, ma giusto un po’.

Però, cari lettori, ecco la ciliegina sulla torta: nonostante tutto, il management resta “ottimista” sul lungo termine. L’idea è diversificare la base inserzionisti, aumentare l’automazione e puntare su obiettivi di performance. Per un’azienda che perde clienti e soldi, suona quasi come una barzelletta.

Un ultimo particolare che scalda il cuore: la crescita degli utenti è “particolarmente robusta” tra i giovani della generazione Z. Il ruggito dei giovanissimi fa aumentare gli utenti mensili attivi globali del 12%, toccando un incredibile picco di 619 milioni. Finché si fanno “pin” e non chiedono stipendi, tutto bene.