Da Anastacia ai Pooh, passando per Ben Harper e i Pinguini tattici nucleari. Un’estate all’insegna della musica, dove pop, jazz e rock si mescolano in un cocktail di note che dovrebbe entusiasmare, o forse confondere, il pubblico piemontese e non solo. E non illudetevi: non si parla solo di Torino, ma di un tourbillon di appuntamenti spalmati tra le Langhe, il Monferrato, il cuore di Asti e la cintura torinese.
Tra le chicche più attese, il ritorno dei CSI, che l’8 settembre si esibiranno in Piazza Medford ad Alba. Una reunion nostalgica con Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni a guidare il gruppo storico: una combriccola di amici immutabile con Gianni Maroccolo, Ginevra Di Marco, Francesco Magnelli e Giorgio Canali. Insomma, perché cambiare quando la formula funziona?
Nel frattempo, chi ha già tirato fuori l’agenda per pianificare serate indimenticabili sotto palco, si prepara a mappare un’estate di concerti che sembra non fermarsi mai. Ecco cosa vi aspetta, tra grandi nomi e qualche sorpresa meno annunciata.
Asti Musica: Piazza Alfieri, o come trasformare una piazza in un centro del mondo musicale
È forse la rassegna che si è inventata il modo di rubare la scena al capoluogo. Asti Musica rivela un cartellone da fare invidia ai festival di mezza Europa, raccogliendo sul proprio palco veri e propri assi internazionali insieme a rientri eccellenti del melodico panorama italiano.
Il via è roboante: il 6 luglio è la volta dell’eleganza raffinata de Il Volo, subito seguita dal fascino pop di Anastacia il 7 e dalla modernità mainstream dei OneRepublic il 9.
Per gli amanti di riff e amplificatori infuocati, i giorni da segnare con l’inchiostro indelebile sono l’11 luglio con i – indovinate un po’ – Litfiba, e l’11 luglio, quando Piazza Alfieri si agiterà finalmente al ritmo di Salmo. Ossigeno puro, si direbbe.
E a chi sostiene che la nostalgia vende, ecco serviti a tavola i Pooh il 13 luglio, seguiti dalla classe tutta italiana di Fiorella Mannoia (14 luglio) e dall’inevitabile Giorgia (15 luglio). Un elenco di leggende, sì, ma quanto di genuino rimane quando tutto torna sempre uguale?



