Preparatevi a nuove, indimenticabili avventure in coda sul cavalcavia della Ghisolfa, in arrivo subito dopo Pasqua e, perché no, per un generoso mese e mezzo a seguire. La ragione di tanta gioia? Nulla di più entusiasmante della creazione di una nuovissima ciclabile, che ovviamente implicherà una raffinata rivoluzione della viabilità locale: penserete forse a una corsia in più? Macché, la carreggiata si restringerà nel tratto da via Delfico verso piazzale Lugano. Un progetto pensato per deliziare la vita degli automobilisti con ondate di code e traffico rallentato.
L’azione prenderà il via nel bel mezzo della notte tra il 7 e l’8 aprile, proiettando il sonno dei residenti in un’eccitante danza di rumori e luci scintillanti. Saranno installate le recinzioni del cantiere sul lato del cavalcavia Bacula (in direzione nord), che come una morsa preziosa delimiteranno – e proteggeranno – il territorio di lavoro per bel sei settimane filate. Sì, sei settimane: praticamente come una vacanza lunga… se foste appassionati di cantieri.
Non finisce qui, a completare questo capolavoro di logistica e “efficienza” arriverà anche il rifacimento degli impianti della linea filoviaria 90-91, perché nulla dice “innovazione urbana” come mettere tutto sottosopra insieme. Il risultato? Una coppia di ciclabili monodirezionali, protette da cordoli – che suonano esteticamente molto bene, almeno sulla carta –, lunghe circa un metro e mezzo, tra via Mac Mahon e piazzale Lugano nelle due direzioni. Insomma, uno spazio ridotto ma sicuro per sfidare la gravità in sella alla vostra bici.
“Più sicurezza per chi attraversa quel ponte”
L’assessore alle opere pubbliche, Marco Granelli, ha modellato l’opera con la sua proverbiale poesia burocratica:
“I lavori dureranno un anno, ma grazie ai nuovi attraversamenti ciclabili semaforizzati e un investimento complessivo di due milioni e mezzo di euro con fondi del Pnrr, avremo maggiore sicurezza per chi utilizza quel ponte”.
Ah, un anno! Una passeggiata nel tempo per chi, distratto dalla monotonia delle code quotidiane, potrà finalmente apprezzare il lento avanzare della modernità su due ruote. Due milioni e mezzo di euro da stanziamenti pubblici, rigorosamente. Se non è un esempio perfetto di come trasformare un normale ponte in un parco tematico della mobilità sostenibile, davvero non sappiamo cos’altro possa esserlo.
Per chi non vede l’ora di farsi stritolare in una morsa di rallentamenti e deviazioni, il tutto condito da un’affascinante coreografia di transenne e operai al lavoro, questa è senza dubbio una notizia da festeggiare… o da rimpiangere, a seconda del vostro spirito d’avventura e della pazienza residua nel traffico cittadino.



