Perché l’espansione di Novo Nordisk in Irlanda è il miracolo segreto per tenere a bada Eli Lilly

Perché l’espansione di Novo Nordisk in Irlanda è il miracolo segreto per tenere a bada Eli Lilly

Novo Nordisk si prepara a spruzzare ben 432 milioni di euro (ovvero 506 milioni di dollari, da non confondere con spiccioli) su uno stabilimento in Irlanda, perché non basta l’entusiasmo da blockbuster per la sua nuova pillola Wegovy. Eh sì, il colosso farmaceutico danese ha deciso che espandere la produzione è la mossa giusta, giusto in tempo per cavalcare l’onda del suo lancio trionfale negli Stati Uniti. E chi se lo aspettava? Forse un po’ tutti, considerato che la pillola dimagrante ha fatto più rumore di un concerto rock.

Kasper Bødker Mejlvang, vicepresidente esecutivo per chimica, produzione e controllo prodotti in Novo Nordisk, ha sottolineato con la proverbiale modestia nordica:

“Con l’investimento nello stabilimento di Athlone, stiamo ampliando la capacità produttiva dei nostri prodotti orali, per soddisfare domanda presente e futura fuori dagli Stati Uniti.”

In pratica, quando una potenza farmaceutica si sbilancia così sulle “capacità future”, vuol dire che, sorpresa sorpresa, la concorrenza non scherza affatto. Infatti, Novo Nordisk ha perso preziose quote di mercato contro Eli Lilly, lasciando gli investitori a dubitare se la pipeline dell’azienda sia abbastanza brillante da rovesciare la situazione. Il titolo azionario? Un disastro: arranca ora a un quarto del valore toccato a metà 2024. La crisi esistenziale di Novo è servita.

Il sempre brillante analista di Jyske Bank, Henrik Hallengreen Laustsen, ha interpretato così questo mega-investimento:

“Questo segnala un’attenzione crescente e una scommessa forte sul mercato orale da parte di Novo Nordisk, un settore in cui vantano un certo vantaggio.”

Assicurare il flusso di pillole, ma non troppo

Il colosso danese ha giocato d’anticipo nel mercato anti-obesità, lanciando la sua arma segreta, il farmaco GLP-1 semaglutide, conosciuto come Ozempic e Wegovy, anni prima della controparte Lilly. Peccato però per quel piccolo dettaglio: hanno sottovalutato la potenza della domanda. Con semaglutide introvabile, compounding pharmacy (quelle farmacie che preparano medicinali copiando farmaci brevettati) hanno prosperato possedendo un buco normativo negli Stati Uniti. Eh sì, perché in caso di carenza, un farmaco brevettato può essere legalmente copiato. Una chicca di regolamenti.

Per fortuna Novo Nordisk sta correndo ai ripari incrementando la produzione, anche se le copie economiche di questi farmaci continuano a minacciare le vendite originali – e le cause legali contro i copioni non mancano di certo. Nonostante tutto ciò, la compagnia afferma di avere l’offerta sufficiente per soddisfare il mercato americano, unica roccaforte di Wegovy finora.

Tuttavia, non fatevi illusioni: secondo Søren Løntoft Hansen di Sydbank, soddisfare la domanda globale per questa pillola sarà un’impresa colossale, anche con i nuovi investimenti in Irlanda.

La voglia di ampliare la produzione non è un capriccio. Come spiega Hansen, la richiesta di Wegovy fa ben sperare e c’è in ballo un lancio europeo in dirittura d’arrivo con la European Medicines Agency, che potrebbe dare il via libera entro fine anno.

Hansen aggiunge con malcelata ammirazione:

“Quel lancio negli Stati Uniti è probabilmente il più straordinario di sempre per un farmaco.”

I dati non mentono: le prescrizioni della pillola negli USA stanno superando quelle delle vecchie iniezioni GLP-1. Il CEO Mike Doudstar ha rivelato che 246.000 pazienti hanno già abbracciato la via orale a febbraio 2024. Un successo che però non si riflette nel titolo, scivolato a un nuovo minimo in 52 settimane, forse per scaramanzia.

Hansen commenta ironico:

“Il balzo in borsa sembra minimo, quasi una goccia nel mare, ma io vedo in questa mossa la conferma che credono in questa pillola e che bisogna prepararsi a una domanda potenzialmente enorme fuori dagli Stati Uniti.”

Non proprio le parole di uno che sta per “gettare la spugna”. Infatti Doudstar ha risposto secco lo scorso febbraio:

“Se fossimo pronti ad arrenderci non investiremmo una fortuna in fabbriche irlandesi.”

Un cantiere irlandese da dimenticare quanto prima

I lavori nello stabilimento di Athlone sono già cominciati, con una timeline che coprirà gradualmente il 2027 e il 2028. Non si tratta solo di mettere su più macchinari, ma di un upgrade tecnologico che farà impallidire la concorrenza.

L’analista Laustsen intravede che il sito si concentrerà non solo sulla pillola Wegovy, ma anche su farmaci sperimentali come zenagamtide e amycretin, andando incontro a un possibile lancio nel 2029. Una strategia coraggiosa, ma forse obbligata, per rafforzare la presenza orale in un mercato dell’obesità sempre più affollato e spietato.

Nel frattempo, il mercato aspetta con ansia la risposta di Eli Lilly, che promette di lanciare la sua pillola concorrente, forglipron, al secondo trimestre del 2024. Insomma, avanti con i popcorn: la guerra delle pillole era solo all’inizio.

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