Parlamento europeo scopre come fare notizie di oggi senza mai dire nulla di nuovo

Parlamento europeo scopre come fare notizie di oggi senza mai dire nulla di nuovo

Ah, la solita farsa dell’Europa che si preoccupa dei poveri agricoltori! Oggi, a partire dalle 10:00, il Parlamento europeo si cimenterà con una nuova serie di regole per “rafforzare la cooperazione transfrontaliera” contro quelle insidiose “pratiche commerciali sleali” nella filiera agroalimentare. E chi è al timone? La sempre brillante Commissaria Marta Kos. Il tutto culminerà con un voto a mezzogiorno su una legislazione che, udite udite, era stata già “provvisoriamente” concordata con gli Stati membri a novembre. L’obiettivo? Migliorare la posizione dei contadini europei quando i loro acquirenti risiedono in un altro paese UE o addirittura fuori dall’Unione. Che eroismo!

Sembra quasi che il Parlamento scopra ora l’acqua calda sulla già mitica “lotta contro le pratiche commerciali sleali”. Un tema che, guarda caso, torna sempre all’ordine del giorno ogni volta che è necessario far vedere che si lavora sull’agricoltura, senza poi sconvolgere nessun vero potere.

Intanto, dalle 9:00 in poi, l’Europarlamento e la stessa Marta Kos si dedicheranno a una più “nobile” causa: delineare le priorità per la 70ª sessione della Commissione ONU per lo Status delle Donne che si terrà a New York a marzo. Ovviamente, anche qui è previsto un bel voto a mezzogiorno su un rapporto di iniziativa propria, che promette di essere il solito mix di buone intenzioni e vaghe promesse.

A proposito di risoluzioni buttate in aria tra un voto e l’altro

Un rapido giro di votazioni a mezzogiorno, giusto per non far perdere l’abitudine ai nostri eurodeputati abituati a chiacchierare molto e decidere poco. Si voterà su risoluzioni di circostanza come quella per celebrare la Giornata Mondiale contro il Cancro del 4 febbraio, una bella scusa per fare proclami e ammirarsi allo specchio.

Ci sarà anche il voto su proposte roboanti per “eliminare la povertà” entro il 2035. L’Unione Europea, infatti, vuole dimostrare che finanziare qualche progetto qua e là con una buona dose di coordinamento potrebbe magicamente risolvere il problema della povertà e dell’esclusione sociale. Sogni di una notte di mezza legislatura.

Non poteva mancare neppure il tema delle “disuguaglianze economiche”, con un acceso dibattito previsto per le 15:00 tra i deputati e l’intraprendente Marta Kos. Il mondo è un posto difficile, si sa, e far finta di affrontare le disuguaglianze è diventata una tradizione europea sempreverde.

I voti che valgono più di un sorriso

Il clou della giornata, a mezzogiorno, sarà un tripudio di votazioni su risoluzioni dal sapore internazionale, che non mancheranno di far battere le mani a molti e scuotere la testa ad altri. Si voterà sulle “situazioni post-elettorali” a Uganda, con riferimenti alla lotta e alle minacce subite dal leader dell’opposizione Bobi Wine, come se questo bastasse a risolvere una situazione più complicata di un semplice post elettorale.

Non mancheranno le condanne dello “regime” in Iran, con le solite menzioni a oppressioni sistemiche, detenzioni arbitrarie e condizioni inumane. E naturalmente ci sarà spazio per stigmatizzare l’espulsione di giornalisti stranieri e cristiani in Türkiye, sempre invocando motivi di “sicurezza nazionale”. Un classico repertorio da spettacolini internazionali in Parlamento.

Si voterà inoltre sulla situazione nel Nordest della Siria, con richieste di mantenere un “cessate il fuoco sostenibile” – perché allo scontro infinito piace avere almeno qualche intervallo televisivo. Troverà spazio anche un rapporto “di iniziativa propria” che prova a far luce su catene di subappalto e il ruolo quanto mai ambiguo degli intermediari per “proteggere i diritti dei lavoratori”. Quanto potrà mai incidere nella realtà? Noi abbiamo i nostri dubbi.

Per finire, il Parlamento europeo si cimenterà con una delicatezza istituzionale degna di nota: voterà sulle adesioni di Montenegro e Repubblica di Albania alla Convenzione del 2 luglio 2019 sul riconoscimento e l’esecuzione delle sentenze straniere in materia civile e commerciale. Sarà sicuramente un momento di grande eco politico.

Se volete assistere in diretta allo spettacolo, potete sempre collegarvi allo streaming ufficiale, perché nulla dice “democrazia partecipativa” come osservare comodamente da casa un teatrino intriso di burocrazia e retorica.

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