Ah, l’Europa! Quel baluardo di democrazia e valori che finalmente ha deciso di premiarsi con una cerimonia tutta sua: il primo conferimento dell’Ordine Europeo al Merito. Alle 11:30, nel sontuoso emiciclo del Parlamento, tredici dei venti fortunati vincitori si presenteranno per ricevere la loro immortalità simbolica sotto forma di distintivo, nastro e certificato firmato dalla sedicente Presidente Roberta Metsola. Ognuno potrà spaziare in un breve discorso, perché sentire lodi sull’integrazione europea e la sua unione è sempre un piacere per le orecchie iper-felici dei burocrati. Peccato che il tutto abbia la stessa sostanza di un premio Nobel distribuito a sè stessi.
E per concludere la giornata in bellezza, dalle 16:00 alle 17:00, una tavola rotonda con alcuni di questi “meritevoli” sarà aperta ai media, giusto per incensare ancora una volta il glorioso percorso europeo. Davvero un festival di autocelebrazione!
La strategia europea nelle crisi mediorientali: più parole che sostanza
Già alle 16:00, i parlamentari avranno il privilegio di pesterle i piedi a Kaja Kallas, la super-capo della politica estera europea, con un blandissimo interrogatorio su come l’Unione affronta le innumerevoli crisi del Medio Oriente. Da Iran a Israele, passando per Siria, tutto sarà sviscerato – o almeno si spera – ma preparatevi soprattutto a un florilegio di analisi dal calore pari ai famosi deserti di quelle regioni, ossia tiepido e un tantino inefficace.
Cyber-resilienza europea: una corsa ad ostacoli tra intelligenze artificiali e norme customizzate
Alle 9:00 del mattino – a quanto pare nessuno dorme mai nel Parlamento Europeo – si discuterà di intelligenze artificiali avanzatissime e di come queste possano, a loro volta, minacciare la “sicurezza” dell’Unione. In compagnia della vice-ministro per gli Affari Europei di Cipro, Marilena Raouna, e della Commissaria per la Sovranità Tecnologica, Henna Virkkunen, si passerà sulle ultime novità circa il libero accesso – sì, a chi si vuole – ai modelli AI, con buona pace delle norme come la direttiva NIS2, l’AI Act e quel gioiellino burocratico chiamato Cyber Resilience Act.
Insomma, un bel mix di normative concettual-burocratiche che dovrebbero proteggere l’Unione, anche se probabilmente finiranno per ingessare un’economia già alle prese con la burocrazia più lenta di un bradipo iperattivo. Non mancheranno riflessioni su quanto tutto ciò impatti sui “settori critici” europei e sulle infrastrutture vitali, pensando a cosa significhi davvero mettere un freno a queste fantomatiche minacce digitali.
Investimenti esteri: quando l’Europa gioca a fare la sentinella del capitalismo
A mezzogiorno, si voterà un accordo con il Consiglio che dovrebbe aggiornare le norme europee sul “controllo” degli investimenti esteri. D’altronde, pensateci: chi vorrebbe mai di investimenti stranieri nel settore della difesa, semiconduttori o servizi finanziari? Diciamo che l’Europa ha deciso di farsi una pulizia etnica di capitali non proprio “allineati” alle sue regole di sicurezza o ordine pubblico. Quindi, non stupitevi se nel prossimo futuro qualcuno dovrà chiedere permesso prima di aprire il portafoglio, anche se il portafoglio viene dall’altra parte del mondo.
Tra una votazione e l’altra: tutto quel che l’Europa “deve” fare
In un tripudio di votazioni, i parlamentari si dedicheranno anche a: regolamentazioni per la produzione e il commercio di materiale riproduttivo forestale (wow, che avventura!) e a un regolamento per un’area europea unica per la capacità delle infrastrutture ferroviarie. E non pensate che si possa fare a meno dei soliti sollevamenti di immunità per quel “gruppo” di personaggi sconosciuti giusto per tenerci impegnati.
Altrove, a partire dalle 15:00, il Commissario all’Agricoltura, Christophe Hansen, farà un’ancestrale presentazione sull’azione “Rivoluzionaria” per i fertilizzanti, che dovrebbe ridurre la dipendenza delle importazioni e aumentare la produzione interna. Molto bene, peccato che questa strategia arrivi proprio mentre i prezzi stanno salendo alle stelle, soprattutto per chi alla fine deve davvero comprare. Seguirà un dibattito democratico, presumibilmente pieno di buoni auspici e nessuna soluzione concreta.
E infine, la “ciliegina” della giornata: attorno alle 17:30, Kaja Kallas farà un clamore soft sulla risposta europea alla riduzione della presenza militare americana in Europa. Naturalmente, il tutto seguito da un acceso dibattito che promette scintille… o forse solo qualche sonora sbadigliata.
Intorno alle 17:00, il Parlamento discuterà anche della repressione politica e della situazione “devastante”, parola loro, a Cuba. Come ogni anno, tanto per rinfrescare la coscienza collettiva su cosa significhi “democrazia” a oriente e a occidente.
Dopo le votazioni, alle 13:00, i nostri sembrano già pronti a gustarsi le relazioni di Marilena Raouna per il Consiglio e di Maroš Šefčovič per la Commissione su come i “piani alti” vorrebbero adattare la governance europea per affrontare le sfide esterne. Insomma, tanta voglia di cambiare il mondo, a patto che non tocchino i loro posti super pagati.
Non poteva mancare però un gran momento di riflessione: a partire dalle 15:00, si discuterà pure dell’attentato a Modena e della “necessità” di proteggere spazi pubblici e arginare la violenza in Europa, parola dei nostri beniamini parlamentari. Sarà sicuramente un dibattito intenso quanto i soliti luoghi comuni di sempre.



