Parlamento europeo in grande spolvero oggi: notizie fresche che non sapevi di volere

Parlamento europeo in grande spolvero oggi: notizie fresche che non sapevi di volere

Come se non avessimo cose più urgenti da fare, il Parlamento Europeo ha deciso di dedicare una seduta mattutina a discutere l’esito del vertice del Consiglio Europeo del 18 dicembre. Che novità! Proprio ora che il mondo è una pacchia di tensioni geopolitiche e si rischia davvero poco il caos, si parla della necessità di un’Europa più forte e sovrana. Intanto, a farsi belli, ci saranno anche il Presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, e la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Che onore, non si sa bene per cosa esattamente.

Ah, volete il voto sul rapporto EU-USA, quello che aveva tutta l’aria della grande decisione? Macché, è stato rimandato sine die. Tanto, chi ha fretta con la diplomazia? Alle 14, per consolarsi, arriva la conferenza stampa del relatore Michał Szczerba (EPP, PL), come per dire “ecco, ci siamo”. Non finisce qui: alle 16 ci sarà l’ennesima chiacchierata sui rapporti commerciali con gli Stati Uniti, capitanata da Bernd Lange (S&D, DE). Bravi, così si mantiene alta la tensione tra amici-amici.

Quella sottile magia degli accordi Mercosur

Se il commercio è il sale della pace, allora la firma dell’accordo di partenariato UE-Mercosur in Paraguay, lo scorso 17 gennaio, è stato un banchetto principesco. Ma mica tutto rose e fiori. Gli eurodeputati dovranno votare – con grande entusiasmo, si spera – due pareri richiesti alla Corte di Giustizia Europea sulla compatibilità di questi accordi con i Trattati UE. Emozioni forti in vista per chi ama il diritto e le controversie a colpi di carta.

Diritti dei passeggeri aerei, la lotta continua

Per fortuna mentre i governi nazionali cercano di affossare i diritti dei viaggiatori in aereo, il Parlamento Europeo si presta alla eroica missione di difenderli e – meglio ancora – di allargarli. Una terza lettura su una proposta legislativa che fa sperare in una qualche forma di giustizia aerea è in agenda a mezzogiorno. Non perdete il clou, alle 14:30, la conferenza stampa con il relatore e le ombre di relatore – perché deve esserci sempre qualcuno nell’ombra per far scuro al protagonista.

40 anni di adesione: festa (sulla carta) per Spagna e Portogallo

Alzi la mano chi non ama una bella celebrazione per ricorrenti date storiche: in questo caso 40 anni dall’ingresso di Spagna e Portogallo nell’UE. In una seduta solenne a mezzogiorno, niente meno che Felipe VI di Spagna e il Presidente portoghese Marcelo Rebelo de Sousa si offriranno al pubblico degli eurodeputati. Ricordano con commovente affetto quell’1 gennaio 1986, giorno in cui in teoria tutto sarebbe diventato più facile, un’Europa che finalmente si credeva unita. Ora ci si chiede a che prezzo.

Le questioni lampo: India, migranti e diritti umani (o almeno ci provano)

Nel pomeriggio, per tenere anche i più distratti incollati alle sedie, è previsto un colloquio con la capo della politica estera, Kaja Kallas, sulla prossima summit UE-India del 27 gennaio. Mah, l’India, come al solito, è un insieme di opportunità e rogne che nessuno si sogna di spiegare fino in fondo.

Subito dopo, eccoci a un tema caro ai populisti: l’immigrazione. L’EPP vuole un dibattito a tema “Riprendere il controllo delle migrazioni: rimpatri, politica dei visti e cooperazione con paesi terzi”. Sarà un momento di alta politica, con i rappresentanti della Commissione, da Henna Virkunnen in giù, chiamati a sviscerare questa annosa e intricatissima giungla burocratica.

A fine giornata, con la lucina rossa della telecamera accesa, si tornerà, non senza una punta di patetico zelo, a discutere violazioni dei diritti umani: elezioni presidenziali in Honduras e opposizione annichilita, casi di Joseph Figueira Martin nella Repubblica Centrafricana, e l’imminente condanna di Jimmy Lai a Hong Kong. Sempre con uno sforzo notevole per rimanere coerenti e uniti.

Il gigantesco menu delle votazioni di mezzogiorno

Brindate al mezzogiorno: quel magico momento in cui gli eurodeputati dovranno – in mezzo a mille altre faccende – dare il loro benestare a un pacchetto di decisioni da far tremare i polsi, o almeno a vederle in faccia fa un certo effetto:

– il sostegno a un prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina, garantito da un meccanismo di cooperazione rafforzata di 24 Stati membri; una manovra degna della miglior narrativa di solidarietà europea;

– i rapporti annuali sul 2025 per la politica estera e la difesa comune, cioè quei documenti che si ammassano negli scaffali senza mai fare davvero notizia;

– il rapporto sui diritti umani e sulla democrazia nel mondo, perché parlarne è sempre elegante se poi resta solo su carta;

– il tentativo di affrontare l’impunità tramite sanzioni UE, con la ciliegina sulla torta chiamata “EU Magnitsky Act”, come se bastasse un nome altisonante a risolvere tragedie annose;

– e infine, il via libera agli accordi con Bosnia ed Erzegovina sulle attività operative dell’Agenzia europea per la guardia di frontiera e costiera, perché qualcuno deve pur sorvegliare i confini senza troppo rumore.

Chi si perde queste gemme istituzionali può sempre consolarsi con la diretta streaming della plenaria, per vedere da vicino quanto si discute e si decide nel nome della “Europa più forte”, senza dimenticare il newsletter di approfondimento che tifa per un’Europa sempre più burocratica e politicamente incerta.

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