Iniziamo la giornata con un dibattito mattutino alle 9.00, dove i tanto amati eurodeputati illustreranno le loro grandiose aspettative per il vertice europeo del 18-19 dicembre, dialogando con la magnifica Marie Bjerre, ministro danese per gli Affari Europei, e nessun altro che la stessa presidente della Commissione Europea, la fantastica Ursula von der Leyen. Ovviamente, i rappresentanti europei si concentreranno sui nobili sforzi per garantire una pace giusta e duratura in Ucraina, sperando di ricucire i rapporti con gli Stati Uniti e, ovviamente, puntando con fervore all’autonomia strategica dell’Unione Europea. Nel frattempo, i sommi leader UE affronteranno temi caldi come la situazione instabile in Medio Oriente, il futuro billionario (ma non per tutti) bilancio a lungo termine, la sfida dell’allargamento dell’UE e, ciliegina finale, la gestione dei flussi migratori, la protezione delle frontiere e – come sempre – il potenziamento della competitività dell’Europa in un mondo globalizzato.
Eliminare il gas russo: una missione quasi romantica
Dopo il solito dibattito infuocato di ieri, previsto per mezzogiorno, gli eurodeputati si preparano a votare una legge destinata a vietare le importazioni di gas naturale provenienti dalla Federazione Russa. Ovviamente, il provvedimento è stato pensato per proteggere la sicurezza energetica dell’UE dall’uso strumentale fatto dalla Russia, come se la soluzione fosse semplicemente scegliere da chi comprare il gas. Il tutto grazie a un accordo provvisorio patteggiato tra Parlamento e Consiglio solo all’inizio di questo mese – un modus operandi ormai comune. Alle 13.00 ci sarà anche la conferenza stampa con i relatori Ville Niinistö (Verdi/EFA, Finlandia) e Inese Vaidere (PPE, Lettonia), che sicuramente ci delizieranno con spiegazioni tecniche degne di una grande commedia.
La legge UE contro la deforestazione: rimandata per semplificarsi la vita
Il sogno verde dell’UE prende forma con la legge anti-deforestazione, adottata nel 2023, che dovrebbe combattere il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità assicurando che prodotti venduti in Europa non provengano da terre disboscate – perché chi non vorrebbe che la propria banale cioccolata fosse “etica”? Ma attenzione: oggi a mezzogiorno si voterà un accordo tra Parlamento e Consiglio che rimanda l’applicazione della legge per le imprese e ne semplifica alcuni aspetti, probabilmente per dare un po’ di respiro a chi deve rispettare queste regole… o forse per non disturbare troppo gli interessi economici nascosti.
Mobilità militare e preparazione alla difesa: l’UE si fa seria (o quasi)
Parlando di difesa, alle 12 si voteranno due risoluzioni degne di nota: la prima si concentra sull’indispensabile mobilità militare, considerata il vero e proprio motore dell’ambita sicurezza e difesa europea comune. La seconda, invece, guarda al futuro in maniera quasi profetica, anteponendo le necessità difensive entro il 2030 e invitando a un aumento degli acquisti congiunti europei di equipaggiamenti militari, oltre a rafforzare le catene di approvvigionamento europee. Nella forma, un modus operandi che sembra ispirato da un’evidente ambizione di mantenersi pronti e autonomi, anche se dietro le quinte si può solo immaginare la danza delle lobby internazionali.
Brevi pillole di politica europea: dalla legalità ai sospetti di spionaggio
Non possiamo certo dimenticare il dibattito sulle meraviglie del meccanismo di condizionalità dello Stato di diritto, previsto verso le 14.00 con il commissario Piotr Serafin. Gli eurodeputati, in tutta la loro saggezza, chiederanno altresì dettagli preziosi per migliorare uno strumento che già oggi sembra un’impresa titanica. La votazione, come sempre, arriverà puntuale il giorno dopo.
Verso le 15.00, un altro momento clou: la lotta contro le molestie sessuali nelle istituzioni pubbliche è all’ordine del giorno, in relazione alle recentissime rivelazioni da Spagna. Il tutto verrà discusso insieme alla commissaria Hadja Lahbib, perché nulla come uno scandalo riesce a rallegrare le stanze sacre dell’Europa.
In seguito, si parlerà della lotta alle discriminazioni, tema sempre scottante e invece di risolverlo alla radice, si propone una direttiva orizzontale anti-discriminazione bloccata da un inspiegabile stallo al Consiglio. Una situazione che quasi fa sorridere, ma solo se non si pensa a quanto sforzo burocratico vada sprecato.
Alle 16.00 (più o meno), la crisi senza fine nel Georgia sarà protagonista di un dibattito infuocato con la presenza di Marie Bjerre e il commissario Michael McGrath. Le acque si faranno torbide in vista delle decisioni da prendere, perché ovviamente ogni crisi geopolitica va gestita con la delicatezza di un elefante in cristalleria.
Non mancherà, per concludere la giornata, un confronto intorno alle 18.00 su sospetti di spionaggio pro-russo proprio nel Parlamento Europeo, una notizia che sembra uscita da un romanzo di spionaggio ma che, purtroppo, è drammaticamente vera. Alle 19.00, poi, il dibattito si farà struggente affrontando arresti arbitrari, rapimenti di massa e colpi di Stato in diverse regioni del mondo, tra cui Azerbaigian, Nigeria e Guinea-Bissau. Appena dopo, una votazione definitiva chiarirà il posizionamento ufficiale dell’UE su queste questioni da fare invidia ai migliori thriller geopolitici.
Temi caldi ai voti di mezzogiorno
Non potevano mancare, per l’ora di pranzo, due votazioni che Google e il dibattito sull’aborto renderebbero fieri: un rapporto sulla digitalizzazione, l’intelligenza artificiale e la gestione algoritmica sul luogo di lavoro, e una risoluzione sull’iniziativa dei cittadini europei intitolata “La mia voce, la mia scelta: per un aborto sicuro e accessibile”. Insomma, i temi caldi del momento non mancano mai, manco a dirlo.
Per chi volesse seguire questa drammatica commedia dal vivo, basterà sintonizzarsi sul sito di streaming del Parlamento UE o sul canale EbS+. Ma, si sa, la migliore narrazione è sempre quella che si consuma in tempo reale tra applausi, fischi e stanze chiuse.



