A Milano arriva il gran giorno: finalmente uno dei concerti più “attesi” dell’anno, quello di Eros Ramazzotti. Per chi non lo sapesse (ma chi al giorno d’oggi davvero?), è una delle voci più celebri, non solo in Italia ma anche nell’universo musicale internazionale. Il palcoscenico scelto? Nientedimeno che lo stadio di San Siro, martedì 9 giugno. I biglietti? Su TicketOne sono ancora disponibili, anche se a quantità decisamente ridotta: dunque, affrettatevi, perché l’occasione è troppo ghiotta per lasciarsela scappare.
Come ogni grande evento che si rispetti, l’organizzazione ha previsto un piano di avvicinamento per le masse: la metro. Le linee M1 e M5 – che solitamente chiudono più o meno zigzagando tra gli orari d’ufficio – durante le serate di concerto, si trasformano in miracoli di efficienza, aperte fino a tarda notte. Parcheggio? Se siete pigri e vi ostinate a partire in auto, c’è il parcheggio di Lampugnano, che chiude alle 3, giusto in tempo per non farvi sprofondare nella desolazione di un post-concerto.
Ecco un dettaglio così “utile” da lasciarvi senza fiato: i treni della M1 non funzionano come tutti gli altri giorni. Infatti, dopo il consueto orario di chiusura, vedrete un ultimo treno partire da Lotto verso Sesto Fs, ma niente da fare per chi invece è rimasto a Sesto e sperava in un metronotte da capogiro.
La M5 offre un’ultima corsa intorno all’una di notte dal capolinea San Siro Stadio verso Bignami, mentre le altre linee – M2, M3, M4 – fanno le solite, cioè chiudono regolarmente. Nel frattempo, per quei pochi sopravvissuti, i treni vengono sostituiti dai notturni Nm1, Nm2, Nm3, Nm4, che suoneranno un po’ come una ninnananna per la città.
Dato a M5 il complotto della chiusura di alcune stazioni, chi esce dallo stadio deve per forza affidarsi alle fermate di San Siro Stadio o Lotto, oppure prendere l’esercizio di marcia a piedi verso Lotto, una passeggiata allegra di 15 minuti da fare rigorosamente sotto le stelle.
Se invece siete fissati con l’automobile, potete sempre tentare il parcheggio di Lampugnano, disponibile fino alle 2 di notte. Magari non la scelta più conveniente, ma si sa, nel weekend tutti puntiamo alla comodità. In alternativa, c’è la “fantastica” possibilità di lasciare l’auto nei parcheggi di Centro Sarca o Bicocca Village, per poi usufruire della linea M5 fino a San Siro Stadio. Semplice, no?
La gabbia rossa: zone interdette e divieti
Come un déjà-vu non richiesto, il Comune di Milano ha deciso di riproporre il copione dello scorso anno, con immancabili “zone rosse” intorno a San Siro. Tradotto: niente auto in circolazione da mezzogiorno del giorno del concerto fino a quando la musica non finirà di fare il suo dignitoso rumore. E se qualcuno avesse la malsana idea di lasciare la macchina in zona vietata, i mezzi addetti alla rimozione sono già pronti e prontissimi a fare il loro sporco lavoro.
Ovviamente, come in ogni racconto da favola urbana, ci sono le eccezioni. Residenza nella zona rossa? Passi. Persone diversamente abili munite di contrassegno? Buono. Taxi e noleggi con conducente? Ma certo. Veicoli autorizzati e alcune categorie di motocicli, velocipedi e compagnia cantante? Apertura di credito. Insomma, un puzzle di divieti e concessioni mirati a mantenere l’ordine… o almeno sperarlo.
La scaletta: una cavalcata nei grandi classici romantici-amici
Se siete tra quelli che ancora pensano che un concerto sia più delle hit buttate a caso, la scaletta di Eros Ramazzotti non delude affatto. Diamo un’occhiata neanche troppo fugace:
Taxi Story
Quanto amore sei
Un cuore con le ali
Un’emozione per sempre
I Belong to You (Il ritmo della passione)
Stella gemella
Adesso tu
Una storia importante
Stupide parole romantiche
Più che puoi
Dove c’è musica
La luce buona delle stelle
Se bastasse una canzone
Musica è
Un’altra te / No Woman No Cry
Un attimo di pace
Terra promessa
Fuoco nel fuoco
Cose della vita
Un angelo disteso al sole
Più bella cosa
Un tripudio di romanticismo, emozioni e quella giusta dose di cliché per far battere i cuori – o per intenerire qualche genitore nostalgico venuto “giusto per vedere l’Eros di una volta”. A voi la scelta se piangere, ridere o fare entrambe le cose contemporaneamente.



