Overtourism alle Dolomiti: ecco come ci tengono lontani con tornelli, ingressi limitati e Ztl a passo Gardena, perché troppo turismo è davvero un problema… per loro

Overtourism alle Dolomiti: ecco come ci tengono lontani con tornelli, ingressi limitati e Ztl a passo Gardena, perché troppo turismo è davvero un problema… per loro

Ah, il magico mondo delle Dolomiti in estate, dove il turismo si trasforma in un’orda selvaggia e incontrollabile, e la soluzione è ingegnosa quanto “accogliente”: tornelli a pagamento, barriere anti-selfie, prenotazioni obbligatorie per parcheggiare e, per la ciliegina sulla torta, una zona a traffico limitato d’alta quota che probabilmente farà felici tutti, tranne chi ci vive o ci lavora da anni. Benvenuti in Trentino Alto Adige, il paradiso dove l’ecosistema freme (letteralmente) sotto il peso di 11mila mezzi al giorno sul Passo Gardena.

Se vi state chiedendo come si possa gestire un vero e proprio ingorgo alpino a più di 2mila metri di altitudine, ecco la risposta: si proibisce tutto, si regola tutto e si trasforma un magnifico passo montano in una versione congestionata e iper-controllata di un parcheggio a cielo aperto. Non che il traffico, i rumori e l’inquinamento finora non avessero rovinato la cartolina, sia chiaro, ma adesso c’è un “piano” tutto nuovo, che toglie ai turisti la libertà di gironzolare liberamente e alleggerisce la pazienza degli abitanti locali. Che già pregustano di dover usare pass alternativi che moltiplicano la distanza e, immancabilmente, i tempi di percorrenza.

La geniale ricetta anti-overtourism: pochi, scelti e controllati

Nel meraviglioso mondo delle decisioni amministrative, la genialità dell’azione consiste nel limitare l’accesso a “soli” 150 posti auto su prenotazione online. Naturalmente, il tutto sotto la supervisione attenta di una giunta provinciale che, come sempre, si mette davanti a tutto e tutti, bloccando una strada provinciale per cercare di preservare un ambiente “da cartolina”. E sì, perché il passo è frequentatissimo tra maggio e ottobre, con punte che sfiorano l’assurdo numero di 11mila automobili giornaliere, un vero record che fa impallidire qualsiasi autostrada urbana in pieno traffico da ore di punta.

Ovviamente ci sono le consuete deroghe per chi lavora – artigiani, grossisti, ospiti degli alberghi – e chi ha “validi motivi”. Tradotto: il turista semplice dovrà fare i conti con un parcheggio a pagamento accessibile solo dopo aver passato la dura selezione della prenotazione online. E per tutti gli altri? Beh, ci sono i bus, con corse ogni 15-20 minuti, che dovrebbero far dimenticare con dolcezza la perdita della libertà individuale, anche se a molti suonerà come una replica della Leviathan del trasporto pubblico.

Alternative tortuose o la gioia di allungare i tempi di viaggio

Quel che rende ancora più esilarante questa situazione è la beffa finale: se non rientrate nei fortunati 150, preparatevi a fare il giro del mondo (o quasi). Addio ai 21 chilometri direttissimi tra la val Gardena e la val Badia: si sta parlando di raddoppiare o persino quintuplcare il percorso, passando da passi come Sella e Pordoi o l’interminabile val Pusteria, con un totale che può arrivare a 100 chilometri. Un vero e proprio viaggio dell’eroe per chi pensa solo a godersi le Dolomiti senza dover scartare tra un’autostrada alpina e un parcheggio improbabile.

D’altra parte, non possiamo certo aspettarci che limitare il turismo di massa sia semplice o indolore, soprattutto quando le scelte appaiono come un mix tra un reality show sadico e una gestione da manuale del “come complicare la vita a turisti e residenti senza perdere consensi”. Nel frattempo, i residenti e i lavoratori della zona annaspano, chiedendo soluzioni da più di un decennio, mentre l’estate 2027 si profila come l’inizio di un esperimento tutto da seguire… o da evitare.

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