Oracle si regala mille licenziamenti e il titolo balla in premarket come se fosse Carnevale

Oracle si regala mille licenziamenti e il titolo balla in premarket come se fosse Carnevale

Che sorpresa scintillante: Oracle Corp., quella magnifica multinazionale della tecnologia, si accinge a tagliare migliaia di posti di lavoro. Perché, si sa, liberare liquidità è la nuova forma di innovazione, specialmente quando si tratta di costruire quei magnifici data center per l’intelligenza artificiale, la nuova ossessione di ogni gigante del software.

Pare che la diecimila e rotti dipendenti, di cui 162.000 sparsi per il globo, abbiano ricevuto la notizia più dolce: una nuova ondata di licenziamenti è in arrivo. Così, mentre i mercati salutano con un modesto +2,6% in pre-market, i dirigenti di Oracle si rifiutano gentilmente di commentare la festa.

Investitori agitati? Ma certo! Non è che fare spese folli per data center da intelligenza artificiale, con proiezioni di spesa da capogiro, rassicuri proprio tutti. Il titolo di Oracle ha sì chiuso martedì con un aumento del 6%, ma da inizio anno perde circa un quarto del suo valore—un discreto tuffo nel vuoto.

Taglia, taglia, finché il capitale non danza

A febbraio, l’azienda ci ha gentilmente informato che conta di raccogliere fino a 50 miliardi di dollari nel 2025, mischierà debito e azioni per finanziare questa corsa sfrenata verso la nuvola, con clienti del calibro di Nvidia, Meta, OpenAI, Advanced Micro Devices e xAI al seguito.

E non è che Oracle sia sola nella sua follia: colossi come Alphabet, Microsoft, Meta e Amazon hanno già deciso di investire quasi 700 miliardi di dollari quest’anno per le loro infrastrutture AI. Prevedibilmente, gli investitori non sembrano impazzire dall’entusiasmo: la riduzione del flusso di cassa libero è un brutto effetto collaterale, e il ritorno sugli investimenti? Beh, quello è solo un’opinione…

I tagli del personale a Oracle sono quindi il rimedio magico per liberare liquidità, o almeno così dicono gli analisti di Barclays. Questi ultimi, in una nota a fine settimana, hanno affettuosamente definito i licenziamenti “niente di nuovo sotto il sole” e hanno mantenuto il loro titolo come “overweight” (ovvero, convinti che l’azione farà faville).

I saggi di Barclays hanno pure sottolineato un piccolo dettaglio: Oracle guadagna meno per dipendente rispetto ai concorrenti, con una produttività che lascia a desiderare. Che sorpresa! E allora la strategia? Mantenere bassa la crescita del personale, tagliare costi operativi e triplicare i ricavi nei prossimi anni, ovviamente, perché nulla dice “successo” come spremere fino all’osso la manodopera.

Dunque, eccoci servita la ricetta perfetta: costi da tagliare, investimenti folli in infrastrutture futuristiche, e una clientela di prim’ordine a far finta di sapere cosa stia succedendo. Nel frattempo, i dipendenti ringraziano.

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