OpenAI mette in pausa il progetto Stargate nel Regno Unito tra crisi regolatoria e bollette da capogiro

OpenAI mette in pausa il progetto Stargate nel Regno Unito tra crisi regolatoria e bollette da capogiro

Bene, ecco che arriva la notizia che tutti aspettavano con il fiato sospeso: il progetto Stargate di OpenAI in Regno Unito viene messo in pausa. Niente più luci, fotoni e supercomputer per un po’, almeno fino a quando l’energia non tornerà a costare meno di un rene e la burocrazia non deciderà di regalare un sorriso. La scusa ufficiale? I prezzi dell’energia industriale in UK, tra i più alti al mondo, e un ambiente regolatorio da ostacolo a tris di fila.

Chiunque avesse sperato che l’ambizioso progetto annunciato a settembre – con tanto di pianificazione di montare fino a 8.000 GPU in collaborazione con Nscale e Nvidia – sarebbe decollato, è rimasto a bocca asciutta: secondo Politico, tutto è fermo, congelato più di un gelato mal gestito. Un portavoce di OpenAI ci tiene a tranquillizzare tutti, dicendo:

OpenAI said:

“Continuiamo a esplorare Stargate UK e procederemo solo quando le condizioni, come la regolamentazione e il costo dell’energia, consentiranno un investimento infrastrutturale a lungo termine.”

Peccato che queste condizioni paiono più evanescenti di un unicorno in una nebbia fitta. Tra ritardi nell’accesso alla rete nazionale e un’energia tanto cara da far sembrare l’oro un affare, si capisce perché l’entusiasmo si stia velocemente trasformando in un’impressionante impalcatura arrugginita.

E come se non bastasse, i nostri adorati legislatori del Regno Unito sono pure in trepidante attesa di inventarsi nuove normative per regolare come le intelligenze artificiali devono, o meglio dovrebbero, utilizzare opere protette da copyright. Insomma, una festa per gli appassionati di complicazioni infinite.

Quando contattati, Nscale ha declinato ogni commento, probabilmente troppo impegnata a meditare sul senso della vita, mentre la titanica Nvidia è ancora misteriosamente muti come statue. Fonti direttamente coinvolte però confermano che le trattative non sono ancora completamente saltate, il che lascia spazio a qualche barlume di speranza – per chi ha tempo da perdere, ovviamente.

Il Grande Sogno Stargate UK, tra Memorie e Illusioni

Al momento dell’annuncio, Stargate UK era bullizzato come l’elemento chiave della strategia AI nazionale del Regno Unito, dopo che OpenAI aveva stretto un memorabile Memorandum d’Intesa (MOU) con il governo a luglio del 2025. L’ambizione? Ospitare oltre 8.000 GPU nei primi mesi del 2026, con la prospettiva di arrivare addirittura a 31.000, distribuendo questi orpelli tecnologici in vari siti, come il mitico Cobalt Park, cuore della neonata AI Growth Zone del Nord Est.

Questa capacità avrebbe dovuto far girare i modelli di OpenAI nel suolo natio per casi d’uso specializzati: servizi pubblici critici, industrie regolamentate come quella finanziaria, partnership di sicurezza nazionale e via così. Peccato che i sogni si infrangano sempre contro la dura realtà di costi folli e tempi da “non è urgente”.

Un Regno di Regole che Non Aiutano

Come ciliegina sulla torta, il Regno Unito ha deciso di prendersi un bel ritmo lento nel rivedere le regole sul copyright per agevolare le aziende AI, facendo un passo indietro dopo l’indignazione generale dall’industria creativa, tanto fieramente protettrice dei propri diritti da non voler condividere nemmeno una briciola. Il Financial Times aveva già segnalato la mossa – una frenata mascherata da riflessione – nel marzo scorso.

Un rapporto governativo ha poi certificato che la maggioranza dei consultati pubblici ha rigettato l’idea di una deroga ampia per l’apprendimento delle AI basato su opere protette. Naturalmente, molti rispondenti erano provenienti proprio dal settore creativo, terrorizzati dal fatto che le AI imparassero “gratis” e poi gli facessero la guerra sul mercato. Cuore spezzato e portafogli altrettanto vuoti.

Per concludere, l’ineffabile portavoce di OpenAI ha voluto mantenere alto il morale con qualche parallelo ottimistico:

OpenAI said:

“Vediamo un enorme potenziale per il futuro dell’AI nel Regno Unito. Londra ospita il nostro più grande hub internazionale di ricerca e sosteniamo l’ambizione del governo di diventare leader nel settore dell’intelligenza artificiale.”

“Nel frattempo stiamo investendo nei talenti, espandendo la nostra presenza locale e mantenendo gli impegni presi con il governo per adottare tecnologie AI all’avanguardia nei servizi pubblici UK.”

Ah, la dolcezza delle parole mentre i fatti arrancano miseramente dietro. Nel frattempo, non resta che attendere che i dogmi energetici e la valanga normativa si mettano d’accordo. E chissà, magari tra qualche lustro vedremo davvero quelle GPU accendersi, in quello che sembra più un thriller che una storia di innovazione.

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