Omicidio di Gianluca Ibarra Silvera: beccato il genio diciannovenne che ha fatto il botto

Omicidio di Gianluca Ibarra Silvera: beccato il genio diciannovenne che ha fatto il botto
Perù e residente a Canegrate, è stato gentilmente fermato con l’accusa di essere uno degli autori materiali dell’omicidio di Gianluca Ibarra Silvera, 22enne accoltellato alla stazione Certosa di Milano. Una storia che ridefinisce il concetto di “vacanze indimenticabili” alla stazione ferroviaria.

Il nostro impegnatissimo investigatori, ovvero la squadra mobile e la Procura di Milano – capitanata dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini e dal sostituto Elio Ramondini – hanno deciso che un solo fermo non bastava: a ruota, altri sette giovani, tutti di origine sudamericana, sono stati perquisiti in un pomeriggio movimentato degno dei migliori thriller metropolitani.

Le indagini: un vero intreccio da salotto

Ciò che si potrebbe definire “un semplice controllo” si è trasformato in una perquisizione di massa. Il tutto parte da venerdì scorso, quando la polizia ha pensato bene di fare un salto nelle abitazioni di otto ragazzi, probabilmente con la speranza di trovare un bicchiere di vino o qualche indizio più sostanzioso.

Come se non bastasse, gli investigatori hanno preso un giorno di turismo sociale, immergendosi nello scenario da film d’azione in stile “Stazione Certosa”: hanno infatti effettuato sopralluoghi insieme al fratello della povera vittima (che, per la cronaca, era al momento della rissa) e a un terzo conoscente con la missione di ricostruire quella che è stata definita una “dinamica dei fatti”. Che, a giudicare dall’epilogo, doveva essere più fitta di un puzzle di mille pezzi.

L’aggressione e la rissa: il binario 6 come ring da combattimento

Gianluca Ibarra Silvera, nato nel 2003, ha tragicamente lasciato questa vita la notte del 27 maggio presso l’ospedale Fatebenefratelli di Milano dopo essere stato gravemente ferito da una coltellata in una rissa a “binario 6”, che ora passerà alla storia come lo scenario perfetto per un film violento, se solo qualcuno della produzione si fosse degnato di preparare il copione.

In compagnia di Gianluca c’erano anche un amico e il suo fratellino, quest’ultimo non proprio salvatore con una mano malconcia e un passaggio in codice verde all’ospedale Sacco. E “il branco”? Ah, quella gloriosa decina di individui che hanno deciso che circondare e aggredire i tre malcapitati fosse il miglior modo per trascorrere la serata.

Chi l’avrebbe mai pensato: la stazione come luogo di cultura e pacifica attesa perde terreno rispetto al “circo delle aggressioni”. E il fermo del giovane peruviano? Ah, quello è solo il primo atto di questa tragicomica saga giudiziaria, perché evidentemente ci vuole più di un solo colpevole per rendere giustizia a Gianluca.

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