Manca davvero poco all’attesissimo debutto delle Olimpiadi invernali del 2026. La presidente del CIO, Kirsty Coventry, si è concessa una passeggiata trionfale a Milano giovedì pomeriggio per incontrare il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, e il presidente della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò. Naturalmente, il loro bottino di complimenti è stato il solito: “l’organizzazione è meravigliosa”. Sorprendentemente originale come opinione, no?
Il mantra del momento è l’entusiasmo. Coventry ha sottolineato con la sacra enfasi che “c’è un grande entusiasmo e una grande eccitazione”. Eh già, siamo tutti elettrizzati all’idea di una cerimonia di apertura, che sembra quasi il Nobel per la gioia olimpica. “È per noi un grande onore essere qui”, ha dichiarato, con la modestia che la contraddistingue, “e siamo grati alla Regione Lombardia per tutto il lavoro svolto dietro le quinte”. Ovviamente, non potevano mancare rose e cuoricini per una squadra che, a quanto pare, fa miracoli con i fiocchi e le palle di neve, portando lo spirito olimpico ovunque, come una moderna zia ai matrimoni di famiglia.
Kirsty Coventry ha poi aggiunto, con una tenerezza quasi casalinga:
“Arrivare a Milano per me è stato un po’ come arrivare a casa perché ho percepito un grande calore e affetto. Ho trovato una squadra fantastica, un’organizzazione a dir poco meravigliosa.”
Non si può certo discutere con tanta autorevole dolcezza, peccato però che alle volte l’entusiasmo non basti, specie se il meteo decide di giocare a fare lo spoiler. Ma il governatore Fontana non è da meno, e sfidando la sfortuna, ha lanciato il suo messaggio positivo: “Speriamo che ci sia il sole, perché con il sole queste Olimpiadi saranno davvero fantastiche”. Il che suona quasi come un appello disperato agli dei del clima.
Fontana poi si è concesso un momento da fotografo amatoriale: “Ho già visto le foto di Bormio e Livigno ricoperte di neve, e il colpo d’occhio è sicuramente bellissimo. Sono sicuro che chi seguirà i giochi rimarrà estasiato dallo scenario”. Al di là delle parole, sembra quasi che la speranza più grande sia che la neve non si sciolga proprio nel weekend delle gare.
Il gran finale prima del debutto
E naturalmente, c’è il “rush finale,” come lo chiama con sussiego Malagò, che non sta nascondendo l’emozione di questi momenti convulsi a pochi giorni dall’inizio. Ma attenzione, non è solo agitazione sterile: “Gli ultimi giorni serviranno”, dice lui, come se fosse un segreto di stato, “e questo si capisce vedendo il dinamismo che anima le aree di gara.”
Il dinamismo, infatti, è il DNA di questa organizzazione e la chiave per sembrare all’altezza – o perlomeno provarci – delle aspettative delle federazioni internazionali, con tutto il mondo pronto a sbirciare da dietro il sipario.
Insomma, sembra tutto sotto controllo, tra entusiasmo sincero, complimenti di rito e speranze meteo degne di un meteorologo improvvisato. Che altro aggiungere? Forse solo armarsi di pazienza e popcorn: lo show sta per cominciare, e già pregusto l’acrobazia tra cerimonie, fiaccole e qualche inevitabile imprevisto. Ma si sa, nel mondo del grande sport – e dello sportivo lustrascarpe politico – il caos è sempre dietro l’angolo, con un sorriso stampato e un hashtag motivazionale pronto a correre più veloce degli sci sulle nevi olimpiche.

