Quattro giocatrici della nazionale femminile di hockey su ghiaccio della Finlandia, mentre si stavano godendo le tanto agognate Olimpiadi invernali, si sono ritrovate vittime di un ospite sgradito e incredibilmente chic: il norovirus, una specie di vip dei virus gastroenterici, riconosciuto per la sua contagiosità da manuale. Ovviamente, questa elezione a danno della squadra ha comportato l’annullamento degli allenamenti e delle apparizioni mediatiche, tutto in nome di un po’ di sana prevenzione. Nel frattempo, la povera squadra corre contro il tempo perché il debutto – quello vero, con la partita contro il Canada fissata a Milano per giovedì 5 febbraio – si avvicina inesorabile.
Le coraggiose e contagiate eroine, insieme alle compagne di stanza – perché in un contesto olimpico la condivisione è d’obbligo, soprattutto con i virus – sono state prontamente isolate mentre gli ambienti sono stati disinfettati con la stessa cura con cui si pulisce una reliquia. Naturalmente, la Finlandia si trova nella classica situazione al limite della beffa: servono almeno 17 giocatrici in campo, compresi due portieri, e dato che spostare la partita significherebbe creare un pasticcio olimpico mica da ridere, ci si affida alla Federazione Internazionale per possibili deroghe. Nel frattempo, si continua a sperare e a incrociare le dita.
L’allenatore, Tero Lehterä, nonostante tutto, mantiene una fiducia da manuale del buon ottimista incallito: l’obiettivo resta sempre quello – ovviamente – di trionfare in quelle partite che fanno la differenza. Non si può mica abbattere il nazionale per quattro malanni intestinali, no?
Cosa diavolo sono questi norovirus?
I norovirus sono quei simpatici virus che dominano il mondo delle gastroenteriti acute, con un talento innato nel creare scompiglio. Ats Bergamo li definisce un vero incubo di salute pubblica. Perfetti per muoversi come celebrità in ambienti affollati, amano farsi notare soprattutto tramite alimenti infetti, tipo frutti di mare crudi, germogli, insalatine trendy, frutti di bosco, spezie varie e acqua non proprio cristallina. Se pensate che basti questo, siete fuori strada: adorano anche le trasmissioni dirette da persona a persona, con un’invidiabile efficienza oro-fecale e – per chi si sente un po’ più sofisticato – addirittura via aria, il tutto nebulizzato come fosse un profumo. Le loro feste preferite? Ospedali, scuole, case di riposo, navi da crociera e ogni altro angolo in cui le persone si ammassano felici o meno.
Benvenuti nei sintomi del campo minato
Il virus, di certo non famoso per la sua gentilezza, ha un periodo di incubazione breve ma intenso: tra le 12 e le 48 ore di agonia in paziente attesa. L’infezione dura da 12 a 60 ore, giusto il tempo di farvi rimpiangere la scelta di qualche ora prima. I sintomi? Classici, direbbero i noiosi esperti, ma per chi li vive sono una recita di vomito, nausea e diarrea che manco Shakespeare li avrebbe scritti meglio. La buona notizia (ma neanche troppo) è che nella maggior parte dei casi si superano senza grandissime complicazioni in uno o due giorni. La cattiva è che il virus si attarda nelle feci per altri quindici giorni, ospite indesiderato ma ostinato. Non aspettatevi un vaccino o una cura specifica: questo virus è più sfuggente di un politico alle domande scomode.
Un virus che ama far festa a tutte le latitudini
Altro che esclusiva delle Olimpiadi: il norovirus si diffonde con la grazia di un guru della comunicazione virale. Contagia da persona a persona, tramite il contatto con superfici infette, o – se preferite – schizzando via nell’aria come un aerosol. Acqua e cibo contaminati sono il suo buffet preferito. A meno di non adottare quelle mitiche, faticosissime, ma efficacissime misure di igiene tipo lavarsi le mani, si rischia di farne una serata a tema. Insomma, per chi si diletta nella manipolazione di cibi, assistenza sanitaria o educazione, il norovirus è il peggior compagno di lavoro immaginabile.
Ma torniamo alle eroine ghiacciate: sarà davvero una bella impresa per la Finlandia riuscire a mettere in campo una squadra sufficientemente sana e agguerrita per sfidare il temutissimo Canada. Il tutto, naturalmente, mentre il norovirus si gode il suo momento di celebrità internazionale. Forse il vero nemico delle Olimpiadi non è il gelo, ma un millimetro di virus invisibile che sa farsi applaudir forse più degli atleti.



