Le Olimpiadi estive del 2040 dovrebbero svolgersi in Lombardia, secondo il governatore regionale Attilio Fontana. Dopo i “risultati eccellenti” delle Olimpiadi invernali, cosa di cui ovviamente nessuno dubitava, il presidente ha deciso che la sua regione è la candidata perfetta per un altro megaevento che, come al solito, promette investimenti faraonici.
Fontana si è lasciato scappare ai cronisti, con l’aria di chi detiene la verità assoluta, che per questo appuntamento servirebbero nuovi investimenti, possibilmente a Milano. Naturalmente, come potrebbe essere altrimenti, “in tutte le sedi che dovessero essere scelte”. Ma non temete, ha precisato con quella modestia che lo contraddistingue, che nella scorsa edizione sono stati fatti tanti investimenti senza farli pagare al pubblico, un miracolo che forse potrà ripetersi. Misteri della finanza olimpica.
Non poteva mancare l’applauso al sostegno della presidente – di chi, non è chiaro -, perché “quello che ha detto la presidente è stato molto bello” e “se lo proponessero lei sarebbe sicuramente favorevole”. Parole piene di concretezza e di quella franchezza che tutti aspettavano.
Se vogliamo successo, dobbiamo far le Olimpiadi in Lombardia
Poi arriva il colpo di scena: “Adesso tutti vogliono salire sul carro dei vincitori, anche chi ha già perso una grande opportunità”. Evidentemente Fontana ama il concetto di campagna elettorale anche quando parla di sport. E ovviamente, per il governatore, c’è una sola soluzione per garantire il successo olimpico: farle in Lombardia, punto e basta.
Ricordando con orgoglio la “scommessa vinta” di quelle organizzate contro la volontà di tanti, e senza il sostegno dell’intero paese (una piacevole menzione alla coesione nazionale, sembra), il presidente regionale ci ricorda che l’epopea lombarda è quella di chi vince contro tutto e tutti, in un’epica quasi shakespeariana dove il protagonista si erge da solo sulle macerie delle critiche.
In breve, se volete un futuro vincente per l’Italia, dimenticate Roma, Torino o Napoli: la Lombardia è il futuro olimpico, perché diciamocelo, chi ha bisogno di consenso generale quando si può avere Attilio Fontana che sa come fare, con “investimenti” piacevolmente misteriosi e una dose extra di narcisismo politico a corredo.



