Nuveen si prende Schroders con 13,5 miliardi e crea il colosso che tutti aspettavano (o temevano)

Nuveen si prende Schroders con 13,5 miliardi e crea il colosso che tutti aspettavano (o temevano)

Ah, il glamour della finanza internazionale: Schroders, quel tranquillo gigante britannico della gestione patrimoniale, è improvvisamente diventato il protagonista di un blockbuster economico che neanche Hollywood avrebbe osato sognare. Come? Semplice, una scintillante offerta da ₤9,9 miliardi – che poi sarebbero 13,5 miliardi di dollari – firmata da Nuveen, il mastodontico braccio gestionale degli investimenti del Teachers Insurance and Annuity Association of America (TIAA). In altre parole, uno dei più grandi gruppi assicurativi-pensionistici degli Stati Uniti ha deciso di comprare a Londra il più grande asset manager indipendente del Regno Unito. Che non sia un povero affarino.

Per chi ama i numeri da capogiro, la fusione darà vita a un colosso globale con circa 2,5 trilioni di dollari di asset gestiti, di cui ben 414 miliardi si trovano nei sospettosamente opachi ‘mercati privati’. Insomma, una montagna di soldi da far girare e rigirare, da gestire e da cercare di rendere ancora più enormi (e magari invisibili) a piacimento. E dopo l’annuncio, le azioni di Schroders a Londra sono schizzate del 28% in un batter d’occhio, segno che la festa delle banche d’affari è già iniziata.

Sarebbe quasi poetico, se non fosse per il fatto che, nonostante tutto questo bailamme, il marchio Schroders continuerà la sua onorata esistenza in quel di Londra, mantenendo la sua sede storica, fondata nel lontanissimo 1804, quando si usavano cavalli e carrozze e non hedge fund e private equity. Oggi Schroders gestisce circa ₤824 miliardi, per lo più in Europa, Medio Oriente e Africa – un dettaglio da non sottovalutare per chi cerca ancora un filo di identità in questa nuova creatura finanziaria.

Ma non illudetevi: Nuveen, da parte sua, si porta in dote “solo” 1,4 trilioni di dollari, con il 94% piazzati in America, il che ci fa pregustare una bella dominazione a stelle e strisce su tutto il globo. Il tutto celebrato da altisonanti dichiarazioni di facciata, che riportano premi cash da far girare la testa e piani di crescita da sogno americano, mentre gli investitori si scambiano pacche sulle spalle.

Elizabeth Corley, la saggia presidente di Schroders, non si è fatta pregare a promettere un “premio in contanti” agli azionisti, traducibile con “guardate quanto vi paghiamo per farvi digerire la svendita”.

Richard Oldfield, il CEO del gruppo, ha liquidato la questione con la modestia tipica di chi sa di stare facendo un colpaccio da manuale:

“Questo accordo accelererà in modo significativo i nostri piani di crescita per creare una piattaforma pubblica-privata di primo piano, con una portata geografica ampliata e un bilancio rafforzato.”

Da parte sua, il CEO di Nuveen, William Huffman, ha fatto la solita ovvia dichiarazione dal sapore da brochure aziendale:

“Questa transazione è volta a sbloccare nuove opportunità di crescita per investitori retail e istituzionali in tutto il mondo, dando alla nostra piattaforma pubblica-privata leader e differenziata una presenza globale più ampia.”

Un giochino da bilionari con la benedizione degli azionisti

Insomma, un’operazione che fa sognare gli azionisti e lascia a bocca asciutta il piccolo risparmiatore medio. Il messaggio? Se sei abbastanza grande e potente, puoi tranquillamente riscrivere le regole del mercato globale, espandere il tuo portafoglio e farlo sembrare un “beneficio per tutti”. Questo mentre il cittadino comune si chiede se riuscirà a mettere insieme due spiccioli per pagare le bollette di fine mese. Ma che importa, in fondo si tratta di “crescita” e “opportunità”. Le parole magiche.

In questa giostra, la trasparenza è un lusso, la semplicità un miraggio e la finanza, quello che è sempre stata: un club esclusivo poco interessato a migliorare la vita di chi si affanna a guadagnarsi il pane quotidiano. Bravi signori, ora andate pure avanti a dominare il mercato, mentre il resto di noi si gode lo spettacolo, popcorn alla mano.

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