New York svende chitarre e batteria storici mentre il rock piange nel dimenticatoio

New York svende chitarre e batteria storici mentre il rock piange nel dimenticatoio

Ah, nulla dice meglio “ho soldi da buttare” come una collezione di strumenti musicali appartenuti a icone del rock, perfettamente esposti in una casa d’aste newyorkese. Benvenuti all’esibizione dei trofei del compianto proprietario degli Indianapolis Colts, Jim Irsay, che ha passato decenni a trasformare veri oggetti di culto in pura merce da collezione per arricchire ancora di più il proprio portafoglio. La casa d’aste Christie’s ha deciso di tirar fuori questi gioiellini prima di lanciarli all’asta, come se non fosse abbastanza evidente che il vero protagonista è il conto in banca.

Ecco a voi il fiore all’occhiello: il primissimo set di batteria Ludwig di Ringo Starr, quello degli anni d’oro dei Beatles, utilizzato da maggio 1963 a febbraio 1964. Sì, proprio quel set con cui il batterista cercava di non fare troppo rumore mentre il resto della Band spopolava. Pezzo stimato tra 1 e 2 milioni di dollari – una cifra che forse Ringo stesso non sarebbe stato neppure in grado di giustificare. Nathalie Fernau, la fiera responsabile delle vendite per questa collezione, ci tiene a precisare che questo set ha suonato durante momenti “chiave” come le prove per il leggendario “The Ed Sullivan Show” e alcune registrazioni dei primi pezzi dei Beatles. Un ricordo quasi sacro, insomma, da mettere su un piedistallo per appagare l’ego di qualche appassionato milionario.

Non si ferma qui l’infinito carosello di oggetti iper-preziosi: c’è la chitarra “Rose-Morris” Rickenbacker di John Lennon, usata negli show natalizi dei Beatles dal dicembre 1964 al gennaio 1965, valutata in un range modesto di “soli” 800.000-1,2 milioni di dollari. Perché ecco, se la musica è arte, la “memorabilia” è ovviamente cemento per costruire monumentali rendite da asta.

Ma il pezzo forte, oh, quello che fa tremare le tasche degli intenditori, è la Fender Mustang appartenuta nientepopodimeno che a Kurt Cobain, immortalata nel videoclip della hit rivoluzionaria dei Nirvana del 1991, “Smells Like Teen Spirit”. È stimata tra 2,5 e 5 milioni di dollari, il che significa che potete essere certi che qualcuno piazzerà una puntata esorbitante per accaparrarsela. Fernau non ha dubbi: sarà uno dei pezzi più caldi della vendita, perché cosa c’è di meglio che sfoggiare la chitarra di un’icona tormentata come status symbol? Un vero must-have, soprattutto per chi ha necessità impellenti di ostentare ricchezza e buon gusto in un solo colpo.

Che dire, in questo baillamme di prezzi stellari, si mescolano nostalgia, investimento, e un pizzico di egocentrismo celato dietro vetrine di cristallo. Il mercato degli strumenti rock è diventato l’ennesimo teatro di vanità per chi ha più denaro da spendere che senso comune, e noi spettatori possiamo solo restare a bocca aperta davanti a questa grottesca mercificazione dell’arte.

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