NatWest ha pensato bene di scuotere il mercato azionario con un annuncio dai contorni quasi epici: un’acquisizione da 2,7 miliardi di sterline (circa 3,7 miliardi di dollari) che dovrebbe far impallidire persino i fan del capitalismo sfrenato. L’oggetto del desiderio è Evelyn Partners, uno dei più grandi gestori di patrimoni personali del Regno Unito. E come se non bastasse, con questa mossa da maestro, NatWest raddoppierà gli asset totali gestiti, passando da 59 a 127 miliardi di sterline. Niente male, vero?
Praticamente una genialata strategica: in un momento storico in cui i tassi centrali scendono come le temperature in un igloo, NatWest si rifugia nelle attività basate sulle commissioni, quelle che, guarda un po’, piacciono sempre. Così, mentre il rendimento degli interessi si incammina verso la sua lenta agonia, il business delle gestioni patrimoniali promette di fare da salvagente. E se ci aggiungiamo che nel 2025 il settore bancario europeo ha visto una crescita organica robusta, con surplus di capitale che hanno scatenato una frenesia di fusioni e acquisizioni, capiamo un po’ meglio il quadro.
Ma non illudiamoci troppo: le azioni di NatWest hanno subito accolto la notizia con un malizioso calo del 4,8%, quasi a ricordare agli investitori che non è tutto oro quel che luccica. In fondo, il titolo si è guadagnato finora una performance misera: +1,2% nel 2026, ben lontana dal brillante +62% dell’anno precedente. Forse il mercato conta i soldi un po’ diversamente.
Paul Thwaite, CEO della NatWest Group, si è prodigato in parole altisonanti:
“Questa operazione crea la principale realtà di Private Banking e Wealth Management del Regno Unito, garantendo la scala e le capacità necessarie per eccellere in un mercato ricco di potenziale crescita.”
Da parte sua, Paul Geddes, l’amministratore delegato di Evelyn Partners, ha colto l’occasione per parlare di un “entusiasmante nuovo capitolo” per la sua azienda. Speriamo che sia entusiasmante anche per gli azionisti, o almeno per i clienti che avranno il piacere di vedersi gestire i patrimoni da una struttura più grande (e forse più complicata).
A proposito di complicazioni, la notizia del secolo è che NatWest avrebbe battuto sul filo di lana il favorìto Barclays per accaparrarsi questo gigante del controllo dei patrimoni. Quella che fino a ieri era solo una mera competizione tra istituti, oggi è un duello epico svelato da fonti riservatissime. Nel pacchetto di Evelyn Partners troviamo servizi che vanno dalla pianificazione finanziaria alla gestione discrezionale degli investimenti, passando per la piattaforma diretta al consumatore chiamata BestInvest. Insomma, un ecosistema completo di denaro da maneggiare con attenzione.
Un dettaglio non da poco? Evelyn Partners è di proprietà di due robuste firme di private equity, Permira e Warburg Pincus, che non vedono l’ora di incassare qualche dividendo extra grazie a questa vendita miliardaria.
Il prezzo da pagare, oltre alla valuta ovviamente, consiste in un abbassamento del capitale core di natale virtuoso dell’istituto: un calo contenuto nel purgatorio dell’1,3%. L’operazione dovrebbe concludersi entro questa estate, naturalmente dopo aver superato indenne l’onnipresente sguardo vigile degli enti regolatori, sempre pronti a strozzare con mille formalità ogni entusiasmo imprenditoriale.
Per chi sperava in qualche informazioni fresca e succosa, il consiglio è di tenersi pronto: venerdì arriveranno i risultati del quarto trimestre della NatWest e un aggiornamento strategico di sicura attesa. Nel frattempo, possiamo solo apprezzare il magico mondo delle grandi manovre finanziarie, dove i numeri grossi si mescolano con promesse di crescita e qualche inevitabile caduta di borsa a fare da controparte.



