Nati per brillare o solo per farsi notare a tutti i costi?

Nati per brillare o solo per farsi notare a tutti i costi?

Ecco a voi il capolavoro di ipocrisia artistica e olimpica tutto italiano: un evento che si autoinserisce nel prestigioso programma ufficiale delle Olimpiadi della Cultura Milano Cortina 2026. Perché cosa c’è di meglio di una mostra d’arte per celebrare valori olimpici come il rispetto, la disciplina e la fratellanza? Un po’ di sana libertà creativa nello spirito condiviso, condito da quell’irrinunciabile miscela di marketing culturale e celebrazione istituzionale.

Il progetto, intitolato non a caso “Arte, valori olimpici e visione condivisa”, è firmato dal collettivo Artemisia, formato da cinque pittrici dal nomi probabilmente scelti per non creare confusione: Rita Cerelli, Pea Trolli, Francesca Bruni, Renata Ferrari ed Emanuela Volpe. Un quintetto artistico che si diletta a fondere pittura e retorica olimpica, assumendosi la responsabilità – grande parola – di divertirsi insieme e dialogare. Non male per cinque donne che hanno deciso di colorare le virtuose allegorie della solidarietà sportiva con le loro tele.

Il luogo dell’evento? Naturalmente Milano, nella sperduta oasi culturale chiamata Spazio Seicentro in Piazza Enrico Berlinguer, una location che suona già di alta cultura e di quei pomeriggi d’inverno dove il caffè si sorseggia ammirando pentagrammi di pittura olimpiadi-sponsorizzata.

L’appuntamento? Dal 5 al 13 febbraio 2026, giusto in tempo per ricordarci che l’arte e lo sport possono sposarsi perfettamente senza che nessuno si chieda il perché di tanto entusiasmo. L’inaugurazione – perché ogni rituale che si rispetti ha bisogno di un battesimo ufficiale – sarà giovedì 5 febbraio alle 18.30, l’ora perfetta per ingozzarsi di frasi fatte e applausi di convenienza.

Un’installazione che fa il giro del mondo (ma solo con i cinque continenti… e senza il senso vero)

Il cuore pulsante del progetto? Una installazione formata da cinque figure dipinte, un’ode alla geografia olimpica e alla pluriculturalità esemplare di … cinque continenti. Sapete, quei retaggi cartografici un po’ superati, ma che fanno tanto internazionale e universale.

Questa metafora visiva – perché ovviamente senza metafora non si va da nessuna parte – simboleggia invece una visione tanto affascinante quanto scontata dei Giochi Olimpici: più che un inno al dominio o alla competizione sfrenata, questa mostra celebra la vittoria come superamento di sé, come atto di consapevolezza e di misura. Idealmente poetico, ma senza un grammo di fatica atletica o reale tensione agonistica.

Più performance e talk per farsi belli che vera arte

Naturalmente la semplice esposizione non bastava a soddisfare la fame istituzionale di visibilità e condivisione. E quindi spuntano performance teatrali, workshop, incontri e talk pubblici, che vogliono indagare (con grande sincerità, si spera) i rapporti tra arte, gesto atletico, percezione del corpo e, udite udite, costruzione dell’identità. Insomma, tutto quello che si può dire senza dire nulla e che sa tanto di ‘decisione presa a tavolino’.

Insomma, se vi sembrava che una mostra d’arte per le Olimpiadi Milano Cortina 2026 fosse solo un’esibizione pittorica, vi siete sbagliati di grosso. È una vera e propria farsa culturale dove l’arte si mette al servizio di narrazioni olimpiche già confezionate, mentre qualcuno si diverte a prendere appunti su come accreditarsi nei programmi ufficiali. Tutto con il benestare del comitato organizzatore, che non si lascia certo scappare l’occasione di infoltire la lista degli eventi col marchio ‘Olimpiade Culturale’.

E così, grazie a un’opera curatoriale che più istituzionale e blandamente politically correct non si può, il collettivo Artemisia e il progetto “Nati per risplendere” entrano all’interno del programma culturale ufficiale dei Giochi.’Oro olimpico’ per la retorica e medaglia di bronzo agli sforzi di condividere valori quali solidarietà, disciplina e fraternità senza far trasparire una goccia di reale critica o originalità.

In conclusione, questa iniziativa si conferma un esempio lampante di come l’arte e lo sport possano convivere felici e contenti sotto lo sguardo protettivo di chi ama soprattutto i vernissage ben organizzati e le frasi fatte da declamare con il sorriso a oltranza.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!