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Napoli rimonta il Lecce e sfoggia un malore da copione: Banda si fa male ma per fortuna è sveglio e ci regala lo show - Spreconi

Napoli rimonta il Lecce e sfoggia un malore da copione: Banda si fa male ma per fortuna è sveglio e ci regala lo show

Napoli rimonta il Lecce e sfoggia un malore da copione: Banda si fa male ma per fortuna è sveglio e ci regala lo show

Napoli, palcoscenico di un classico siparietto calcistico dove la squadra di Conte è stata semplicemente inesistente nel primo tempo. Ingressi miracolosi, però, cambiano magicamente la faccia del match. Ovviamente parliamo di Kevin De Bruyne, che trasforma una squadra imbarazzante in una squadra che, sorpresa sorpresa, riesce a vincere 2-1 contro il Lecce. Il risultato? Rincorsa verso la Champions League 2024-2025, con tanto di sudore e ansie nell’attesa che le dirette concorrenti si mettano in mostra. Il finale è condito da un po’ di suspense medica, perché Banda del Lecce si accascia per un malore e viene tempestivamente portato via in barella, regalando momenti di autentica commozione-stadio.

Eusebio Di Francesco, tecnico del Lecce, ha cercato di rassicurare la platea, perché del resto la tragedia nel calcio è sempre dietro l’angolo:

«Banda ha preso una botta forte al petto, non ce ne siamo subito accorti. Lui stesso si è spaventato, ma credo che si risolverà tutto per il meglio. Per fortuna il colpo era a destra, non verso il cuore».

Un vero sollievo, insomma. Il match comincia invece come una commedia degli equivoci a danno del Napoli, che viene travolto dopo due minuti dal colpo di testa vincente di Siebert, il quale manda il pallone alle spalle di Meret dopo un calcio d’angolo tirato da Gallo. Evidentemente, la difesa partenopea aveva deciso di prendersi un caffè durante l’azione. Nel primo tempo il Lecce non si limita a difendersi, oh no, ma se la prende così comoda da mettere in imbarazzo i centrocampisti azzurri e complicare la costruzione offensiva. Il ritmo è quello di una partita amichevole, dove a fatica spuntano le sfumature di un gioco che dovrebbe, per statistiche e nomi, far tremare gli avversari.

Il pressing degli ospiti parte dalla difesa fino al centrocampo, che sembrano esser stati colti da una confusione totale. Polverizzati i tentativi di impostazione, neanche Politano ed Alisson riescono a dare una mano all’attacco, anzi, sono completamente irriconoscibili. Nel frattempo, il Lecce gioca a chiuder bene, con una difesa che si trasforma in bunker a cinque uomini, grazie al prezioso ripiegamento di un centrocampista aggiunto (alla faccia del pressing alto!). C’è solo una cosa peggiore di un pressing che funziona: la completa incapacità di sfondare quella barriera giallorossa.

Il generoso forcing del Lecce si traduce in ben sei calci d’angolo nel primo tempo, e ogni volta i tifosi del Napoli si stringono forte i reni per non assistere a un altro episodio da incubo. Tanto per non farci mancare nulla, Gabriel, il portiere leccese, fa un colpo di testa in un’azione che sembra una fotocopia del gol di Siebert, ma per fortuna spara sopra la traversa; piccolo momento di gloria per lui, risparmiandoci un’altra rete a favore dei padroni di casa.

Il Napoli, invece, si sblocca appena nell’ultima parte del primo tempo, ma il tiro di Politano finisce tristemente sul fondo, lamentandosi quasi di aver girato al largo una chance. Da lì, lo spettacolo va in letargo fino all’intervallo, quando Conte decide di fare magie con due sostituzioni: fuori Anguissa ed Elmas, dentro McTominay e, soprattutto, De Bruyne.

Bastano 50 secondi nella ripresa per dimostrare che Conte sa cosa fa. Un passaggio filtrante di Gilmour per Politano che crossa in mezzo, dove Hojlund anticipa Siebert di testa facendo esplodere lo stadio e mettendo il risultato sull’1-1. Iniziano i fuochi d’artificio, anzi no, i fuochi davvero li fa De Bruyne, il deus ex machina che da subito detta i tempi con i suoi passaggi millimetrici che fanno uscire dalla partita la difesa leccese.

Nonostante cinque mesi di assenza a causa di un infortunio, il belga sembra arrivato fresco fresco dalla Spa, con energie da vendere e visione di gioco che lascia il pubblico a bocca aperta. Il suo tocco trasforma immediatamente Alisson, rinato alla vita, che si avvicina più volte al gol con conclusioni pericolose quasi beffarde.

Al 21° minuto, la ciliegina sulla torta: calcio d’angolo di De Bruyne, palla spiovente deviata di testa da Gandelman e sul lato opposto spunta Politano, che con un rasoterra molto professionale piazza il pallone in rete, chiudendo il match e facendo sognare la folla napoletana.

Il Lecce, ormai spento e incapace di reagire, si arrende mentre Napoli festeggia una vittoria che, con un De Bruyne così, vale più di tre punti: un’iniezione di fiducia in vista della volata finale del campionato che promette emozioni e, si spera, meno caffè durante le partite.

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