Napoli rimonta e manda ko il Toro: Casadei ci spera ma D’Aversa è già un ricordo da buttare

Napoli rimonta e manda ko il Toro: Casadei ci spera ma D’Aversa è già un ricordo da buttare

Napoli sfrutta in pieno l’effetto Maradona, sconfigge il Torino e si avvicina minacciosamente al Milan, in attesa del tanto atteso derby meneghino di domenica. La partita, se proprio dobbiamo trovarle un pregio, è tutto tranne che uno spettacolo emozionante: gli azzurri non incantano, ma almeno concretizzano qualcosa, che a quest’altezza è già una vittoria morale.

Qualche spiraglio di positività per il tecnico Conte arriva pure dai recuperi di Anguissa e De Bruyne, finalmente pronti dopo mesi di stop forzato. Peccato che il fato continui a prendere di mira gli azzurri: infatti, proprio nel mezzo della sofferenza stagionale, arriva l’infortunio di Vergara, costretto a rimanere in panchina dall’intervallo. Un dettaglio trascurabile, ovviamente.

La gara si sblocca dopo soli 7 minuti con una geniale iniziativa di Alisson. Il brasiliano si inventa tutto da solo, puntando palla al piede dalla fascia sinistra verso il cuore dell’area e rilanciando il nulla con un impeto degno di nota. Il tiro rasoterra angolato sorprende Paleari, che un minuto prima aveva miracolosamente salvato la porta, ma qui sembra più una mossa a sorpresa per nulla preparata: tuffo in ritardo e pallone che schizza in rete indisturbato. Fantastico.

Da lì in avanti, il promettente avvio si dissolve in un torpore indecente. Il Napoli abbandona l’aggressività, limitandosi a passeggiare con il pallone nel centrocampo, tanto per far vedere che il gioco ‘c’è’, anche se poi non si capisce bene dove stia andando.

Alisson è l’unico a provare qualche fiammata, quando riceve palla si inventa qualche cross invitante, purtroppo sprecati da Hojlund, stretto comodo da Ismajli. Il Torino, dal canto suo, appare meno che mai pericoloso; ogni volta che si affaccia in area è subito chiuso, come d’altronde ovvio, e non sfiora mai l’idea di pareggiare. Insomma, noia da bara aperta.

Cambi, infortuni e ritmo… assente

Nel secondo tempo Conte decide, a sua volta, di cambiare le carte in tavola facendo rientrare Anguissa, assente da mesi per un fastidioso problema muscolare, al posto del sfortunato Vergara. Anche D’Aversa prova a smuovere qualcosa effettuando alcune sostituzioni, ma il Torino resta sempre un fantasma, e la lentezza della partita non fa che peggiorare la situazione.

Il solo Alisson continua a scorrazzare sulla fascia sinistra, sparando qualche proposito offensivo che però si perde tra le pieghe di un gioco ingolfato e privo di fluidità vera. Perfino gli azzurri, stanchi o annoiati, riescono a far tremare la rete avversaria solo al 24′, grazie a una splendida azione di Spinazzola sulla sinistra: il suo cross viene toccato di testa da Politano e finisce proprio sui piedi di Elmas, che non si fa pregare e segna il 2-0 definitivo.

Al 33′ Conte inserisce De Bruyne, rientrante dopo il lungo stop dal 14 ottobre, togliendo Alisson. In extremis fa anche rifiatare Hojlund, sostituendolo con Lukaku per fargli prendere qualche minuto sulle gambe. Quando tutti sembrano già felicemente orientati verso il fischio conclusivo di Fabbri, arriva la chicca finale: su calcio d’angolo Casadei riapre la partita con un colpo di testa che sconvolge i piani.

Ultimi minuti di paura e tensione per un risultato che sembra sempre sulle montagne russe, fedelissimo compagno delle gare del Napoli in questa stagione. La squadra di Conte però non si fa sorprendere, chiudendo ogni varco al Torino e portando a casa tre punti che, a questo punto, sembrano preziosi tanto quanto rari.

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