Mutui nel 2026: preparatevi a svuotare il portafoglio senza nemmeno un tè caldo

Mutui nel 2026: preparatevi a svuotare il portafoglio senza nemmeno un tè caldo

Circa 170mila euro: questa è la cifra media da sborsare per un mutuo a Milano, perlomeno se si vuole acquistare una casetta. Ci riferiamo al bimestre gennaio-febbraio 2026, perché evidentemente l’andamento cambia più spesso delle mode stagionali. A quanto pare, questo importo è un vero e colpo al portafoglio, considerando che la media regionale si ferma a 151mila euro, addirittura in crescita del 2% rispetto all’anno passato. Tenero, vero?

A fare da comprimari in questa sinfonia di cifre faraoniche, troviamo come sempre le amate province lombarde: Como con 147.302 euro, Sondrio che si difende con 145.801 euro, e a seguire, giusto per non farci mancare niente, ecco Brescia (145.072 euro) e Monza e Brianza (144.770 euro). Non potevano mancare le diversify, ovvero le meno costose, con Varese, Lecco, Bergamo, Lodi e Pavia, tutte riunite intorno ai 125-138mila euro di media. Per concludere la festa, Cremona e Mantova portano la bandiera delle cifre più contenute con poco più di 122mila euro. Ah, la gioia della varietà in Lombardia!

Il ritratto del richiedente mutuo: giovani disperati?

Era ora! L’età media di chi si accolla questo onere è scesa da 40 anni nel primo bimestre 2025 a una non proprio tenera media di 38 anni e mezzo nel 2026. Evidentemente si inizia a fare qualcosa prima, o forse semplicemente non si scappa più.

Il valore medio dell’immobile oggetto di questa mirabolante avventura finanziaria ha fatto il percorso inverso, scendendo a 225.837 euro: poco meno dell’anno scorso, un modesto -1%, perché siamo tutti moderati nelle crisi.

Ma ecco il colpo di scena: il peso delle cosiddette surroghe è crollato dal 35% al 22% in un solo anno, come se qualcuno avesse improvvisamente trovato un briciolo di sostegno economico o semplicemente abbandonato l’idea di cambiare mutuo. Chissà.

La battaglia tra tasso fisso e variabile: chi la spunta?

Gli amanti del tasso fisso possono gioire: resta la prima scelta della truppa lombarda. Ma attenzione, il trono vacilla, perché negli ultimi dodici mesi si è verificato un boom di chi decide di buttarsi su tassi variabili o misti, arrivando a una quota del 9% del totale. Alzi la mano chi non adora un po’ di sana volatilità finanziaria!

Quest’aumento di popolarità del tasso variabile è ovviamente legato all’andamento dei tassi stessi, che si muovono più velocemente di una barca a vela in tempesta.

Secondo le simulazioni fatte da chi ama complicarci la vita, per un finanziamento di 126mila euro da restituire in 25 anni, il miglior tasso variabile disponibile online è un succoso 2,34%, con una rata iniziale di 555 euro che quasi ti fa venire voglia di mettere la firma.

Dall’altra parte del ring, i tassi fissi partono da un altrettanto invitante 3,15% con una rata di 607 euro. Sì, giusto una quarantina, cinquanta euro in più rispetto al variabile, così tanto per far salire un po’ l’adrenalina.

Chi lavora in Facile.it si sente in dovere di ricordarci con tono pacato e prudente che:

“Non esiste una scelta migliore in assoluto tra tasso fisso e variabile ed entrambe le offerte sono competitive, ma è importante scegliere con attenzione e sulla base delle caratteristiche di ciascun mutuatario. Il tasso variabile offre un’opportunità di risparmio iniziale, ma in contesti di grande incertezza come quello attuale caratterizzati da un’aspettativa di aumenti, è bene sapere che il beneficio potrebbe assottigliarsi se non sparire del tutto. Il consiglio è di farsi aiutare da un consulente esperto per scegliere la soluzione più adatta.”

Insomma, mentre tutti ci chiediamo quale sarà la prossima stangata finanziaria, si raccomanda di calcolare con attenzione ogni passo, che poi un mutuo non è mica come scegliere la pizza del sabato sera.

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