Musk lancia l’ultima genialata: mettere i data center di xAI a fare il solletico alle stelle con SpaceX

Musk lancia l’ultima genialata: mettere i data center di xAI a fare il solletico alle stelle con SpaceX

Ah, Elon Musk non smette mai di stupire, o meglio, di farci arrossire con la sua bizzarra idea di futuro. Questa volta, il genio della SpaceX ha deciso che “la Terra non basta” e ha acquistato la sua stessa società di intelligenza artificiale, xAI, in una fusione da manuale, con un unico scopo: portare i data center… nello spazio! Sì, avete capito bene, perché se c’è una cosa che manca al pianeta terra, sono proprio i giganti server che succhiano energia a palate.

Con questa mossa geniale, Musk assicura di combinare l’indistruttibile potenza missilistica di SpaceX con la brillante tecnologia di xAI. Il risultato? «Il motore di innovazione più ambizioso e integrato verticalmente sulla Terra (e fuori dalla Terra)», così si è lasciato sfuggire lui, con quel tipping-point di modestia che lo contraddistingue. Insomma, come se a Hollywood ci fossero meno diari segreti di un supereroe con la sindrome del messianismo tecnologico.

Ecco il contesto: il vento finanziario nelle grandi aziende della Silicon Valley inizia a cambiare direzione, il che significa che i fondi per l’intelligenza artificiale stanno tirando il fiato. Fortuna che Musk ha la soluzione spaziale. Il progetto, infatti, prevede il lancio di una costellazione di satelliti intelligente, che non solo saranno data center orbitali, ma si autogenereranno energia solare, bypassando la noiosa Terra e le sue “difficoltà ambientali”. Perché in fondo, curarsi del pianeta è roba passata, se puoi letteralmente spostare i problemi fuori dall’orbita terrestre.

Musk ha detto:

«Sfruttando direttamente l’energia solare quasi costante con costi operativi e di manutenzione minimi, questi satelliti trasformeranno la nostra capacità di elaborazione».

A grandi linee, il sogno è lanciare un milione di satelliti che funzionino come super computer fluttuanti, utilizzando il razzo Starship, che dovrebbe diventare l’astro dei cieli con un volo all’ora e una capacità di carico da ben 200 tonnellate. Insomma, tutto molto “avanti”, purché si riesca a mettere in orbita la gara di Big Data prima che il mondo reale imploda sotto il peso dei suoi problemi.

L’annuncio è davvero squisito nella sua vaghezza, non si sa quanto sia costata l’acquisizione né quando questi satelliti futuristici sbarcheranno nei cieli. Ma, secondo fonti rigorosamente non coinvolte nei sogni di Musk, il valore della società combinata raggiungerebbe la stratosferica cifra di 1,25 trilioni di dollari. Però, la Terra forse non può più permettersi le bollette dell’energia.

Intelligenza artificiale che sfreccia nello spazio: una brillante fuga dalla realtà

Nel bel mezzo del dibattito mondiale sul consumo energetico e l’impatto ambientale devastante delle nuove tecnologie, SpaceX decide che la soluzione non è rendere sostenibili le cose qui sulla Terra ma trasportare tutto nello spazio. Tra poco, i dati di chi guarda TikTok e gli algoritmi che decidono cosa ti pubblicano sui social voleranno sopra le nostre teste. Benvenuti nel futuro distopico: i server non conosconoo crisi energetica e non si preoccupano del cambiamento climatico, perché semplicemente si trovano a 400 chilometri sopra di noi. Tutto perfetto, se non si fosse ancora a metà strada tra sogno e realtà dove una Starship ogni ora suona più come un cocktail annebbiato di ambizioni impossibili.

E mentre Musk e la sua armata di satelliti lanciano costellazioni di speranze ultra tecnologiche, il resto del mondo si ritrova a fare i conti con la crisi energetica reale e concreta. Sarà pure ambizioso, ma se non fosse tanto spettacolare quanto un ottovolante narrativo, sarebbe solo un altro promemoria che ci piace sognare in grande, finché qualcuno non ci sveglia con una bolletta da capogiro o un black-out.