Con l’arrivo dell’estate e il consueto esodo verso montagne e spiagge, l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra lancia un invito che suona quasi come un allarme: attenzione agli ordigni bellici inesplosi che, grazie al disgelo accelerato dai cambiamenti climatici, stanno riaffiorando da ghiacciai, terreni e fondali marini. Un pericolo che rischia di rovinare la vacanza a escursionisti, bagnanti e lavoratori del territorio.
Non è uno scherzo del passato che si dissolve, ma una minaccia ancora molto attuale testimoniata dai numeri: solo nel 2024, l’Esercito e la Marina Militare sono intervenuti per effettuare oltre 1.600 bonifiche terrestri e più di 160 operazioni subacquee su tutto il territorio nazionale. Un dato che fa riflettere sulla quantità di bombe e ordigni inesplosi che ancora infestano l’Italia.
Il Trentino Alto Adige merita un’attenzione particolare: dall’inizio del 2025 sono già stati messi in sicurezza quasi 200 ordigni “dimenticati”, molti dei quali venuti alla luce proprio grazie allo scioglimento dei ghiacciai. Questi pericolosi “souvenir” del passato non soltanto rappresentano un rischio reale per chi si trova nelle aree circostanti, ma provocano danni ambientali significativi, contaminando suolo, acqua e disturbando gli ecosistemi delicati.
L’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra non si limita a segnalare il problema ma è anche impegnata nell’educazione al rischio, insegnando alle persone come riconoscere e comportarsi di fronte a un ordigno inesploso. Perché, va detto, l’idea di toccare o spostare questi pericoli è da evitare categoricamente.
Le regole d’oro sono poche ma fondamentali: se si incappa in un ordigno inesploso, niente panico, ma altra cosa importante, niente contatti con l’oggetto. Bisogna allontanarsi immediatamente, mettersi in sicurezza e informare le forze dell’ordine con indicazioni precise sul luogo del ritrovamento.
Un gesto semplice che, se fatto correttamente, contribuisce a trasformare quella che potrebbe essere una situazione potenzialmente catastrofica in un’operazione di sicurezza gestita da professionisti. Ogni anno, grazie alla collaborazione tra comuni cittadini e autorità, migliaia di ordigni finiscono in mani esperte, neutralizzando rischi e permettendo a tutti di godersi vacanze senz’altro più tranquille.



