Nata a Milano, ma orgogliosamente impiegata all’università di Genova, Monica Montefalcone ha trovato la morte insieme alla figlia Giorgia Sommacal e ad altri tre sfortunati italiani durante un’escursione subacquea nelle grotte dell’atollo di Vaavu, alle Maldive. Ovviamente, l’evento drammatico è avvenuto il giovedì 14 maggio, in una di quelle giornate che fanno venire voglia di partecipare a un’immersione a rischio estremo.
Le autorità locali e i media maldiviani raccontano che il gruppetto stava tranquillamente partecipando a una visita guidata organizzata dal mitico ‘Duke of York Safari’, nei pressi dell’area di Alimata. L’escursione, inizialmente programmata per la mattina, ha preso una brutta piega quando verso mezzogiorno non si è visto tornare nessuno degli intrepidi sub. A quel punto, ovviamente, è scattato l’allarme. Peccato che le condizioni meteorologiche fossero ben lontane dall’essere ideali: il servizio meteorologico locale aveva persino emesso un’allerta gialla per vento forte su tutta la zona, dimostrando che il pericolo era tutto fuorché una sorpresa.
Il cast delle vittime
Oltre a Monica Montefalcone e sua figlia Giorgia Sommacal, nel tragico incidente hanno perso la vita anche Muriel Oddenino di Torino, Gianluca Benedetti di Padova e Federico Gualtieri di Borgomanero, una deliziosa cittadina in provincia di Novara. Il dramma sembra uscito da un film horror subacqueo che nessuno avrebbe voluto vedere.
Curiosamente, la polizia delle Maldive ha dichiarato di aver recuperato un solo corpo senza vita, localizzato a circa 60 metri di profondità, dentro una grotta lunga (neanche a farlo apposta) 60 metri. Secondo il comunicato delle forze armate maldiviane (MNDF), si crede che gli altri quattro sfortunati subacquei siano ancora intrappolati nella stessa cavità. Le operazioni di recupero, tanto per gradire, sono definite “ad alto rischio” e richiedono l’intervento della Guardia Costiera e di equipaggiamenti specializzati, perché ovviamente tutto doveva andare così.
Qualche parola sulle regole… e sull’incidente
Per chi non lo sapesse, le immersioni ricreative alle Maldive sono autorizzate fino a un massimo di 30 metri di profondità. Poi, il resto… beh, resta ancora tutto da chiarire, perché la dinamica dell’incidente è un grande mistero degno di investigatori privati.
Nel frattempo, la polizia locale — oh, che sorpresa — ha aperto un’indagine, mentre la Farnesina, con la solita solerzia, comunica di seguire il caso “con la massima attenzione” e di aver preso contatto con i familiari per fornire tutta la “necessaria assistenza consolare”. Ehi, almeno questo funziona, no?



