Mistral AI sbarca in Svezia con un colossale investimento miliardario: pronta a dominare l’infrastruttura dell’intelligenza artificiale

Mistral AI sbarca in Svezia con un colossale investimento miliardario: pronta a dominare l’infrastruttura dell’intelligenza artificiale

Che sorpresa! Mistral, quella startup francese di intelligenza artificiale nata nel 2023, ha deciso di investire la modica cifra di 1,2 miliardi di euro in infrastrutture digitali in Svezia. Naturalmente, parleremmo di un investimento qualsiasi se non fosse che si tratta proprio di centri dati dedicati all’IA. Ecco la solita corsa europea per rincorrere la “sovranità tecnologica” mentre il vecchio continente si affanna a costruire quello che oltreoceano si dà ormai per scontato: un’adeguata infrastruttura per le intelligenze artificiali in rapidissima evoluzione.

I fondi promessi serviranno allo sviluppo di centri dati AI, capacità computazionali avanzate e, ciliegina sulla torta, competenze localizzate. Insomma, un piccolo impero digitale che – a parole – dovrebbe assicurare a Europa e sue industrie una certa autonomia strategica. Nulla di meno che la pietra angolare di quello che sembra essere il futuro “cloud europeo per l’intelligenza artificiale”, pronto a servire industrie, enti pubblici e ricercatori alla grande, stando alle fantasie di Arthur Mensch, CEO di Mistral.

Arthur Mensch ha così dichiarato:

“Questo investimento è un passo concreto per costruire capacità autonome in Europa, dedicate all’intelligenza artificiale. Offrendo un pacchetto completamente verticale con dati elaborati e memorizzati localmente, rafforziamo l’autonomia strategica e la competitività europea.”

Di certo, parole di speranza in questo pittoresco scenario dove da sempre l’Europa parte nettamente svantaggiata nella corsa tecnologica globale. Mistral, tra l’altro, non è una startup qualsiasi: solo pochi mesi fa ha chiuso un round di finanziamento da ben 1,7 miliardi di euro, raggiungendo un valore di mercato che sfiora gli 11,7 miliardi. A piangere nel porto delle lacrime troviamo però le cifre ammassate da giganti statunitensi più o meno oscuri, che con i loro aumenti milionari mettono semplicemente in ombra qualsiasi sogno europeo di leadership tecnologica.

Non stupisce che tra i finanziatori di Mistral ci siano mostri sacri come Nvidia, Microsoft, e curiosamente la società olandese ASML, che non lesina 1,3 miliardi per rimanere nel gioco. Insomma, non è la solita rivoluzione casalinga, ma un gran calderone di grande capitale internazionale, tutto condito con la retorica della “sovranità strategica europea”. Giusto per chiarire: una sovranità finanziata da chi ha interesse a mantenere la propria influenza.

Il miraggio dell’indipendenza tecnologica

La storia ci insegna che queste dichiarazioni sono spesso più fumo che arrosto. Pensate che Mistral è partita con l’ambiziosa idea di costruire grandi modelli linguistici (LLM) e ora si espande verso l’infrastruttura completa che serve per farli funzionare. Nel giugno scorso ha addirittura lanciato Mistral Compute, un sistema integrato che promette GPU, API e servizi tipo piattaforme “chiavi in mano”. Insomma, il sogno europeo di un ecosistema IA completo.

E sempre a proposito di infrastrutture, non potevano mancare i paesi nordici, eletti come paradiso terrestre per i data center: clima freddo (così risparmiamo sull’aria condizionata) e bollette energetiche tra le più basse d’Europa. In questo scenario, in luglio OpenAI ha annunciato di aprire un data center IA in Norvegia, immergendo ulteriormente la competizione nel profumo pungente dei pini scandinavi.

Così, nell’ambito dell’investimento, Mistral ha deciso di allearsi con la svedese EcoDataCenter per mettere su una super struttura di calcolo AI, il primo investimento fuori dalla patria francese di quella che si presenta tanto come fiore all’occhiello europeo. Questo gioiello tecnologico aprirà i battenti nel 2027 e ospiterà le nuove generazioni di modelli IA del gruppo.

Ora: diciamo pure la verità, Mistral è la startup europea che ha raccolto più finanziamenti nel campo degli LLM, con una cifra che sfiora i 2,9 miliardi di dollari. Wow, non male davvero. Peccato che dall’altra parte dell’Atlantico ci sia un universo parallelo chiamato “mega fondi da centinaia di miliardi”.

Ora apprendiamo che OpenAI è in procinto di chiudere un round da 100 miliardi di dollari (non un errore di battitura), mentre Anthropic ha firmato un term sheet per 10 miliardi di dollari solo a gennaio. Giusto per fare un paragone: in Europa si parla di miliardi, negli USA si contano a manciate da decine. È un po’ come confrontare una Fiat a un’astronave SpaceX e convincersi che la prima stia dominando il mercato dell’esplorazione spaziale.

Per concludere, la narrazione di una “sovranità tecnologica europea” guidata da startup eroi europei è molto affascinante, ma richiede un gigantesco salto logico e molto, molto più che investimenti miliardari o programmi roboanti. Per ora, godiamoci lo spettacolo: un’Europa che tenta goffamente di rincorrere il futuro, sponsorizzando una rivoluzione digitale che, a guardar bene, sembra essere solo un altro palcoscenico per i soliti grandi attori mondiali.

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