Eccolo lì, alla modica altitudine di 2.300 metri, intento a festeggiare il suo compleanno in compagnia di amici su una motoslitta. Come se scalare il rischio fosse il modo migliore per celebrare l’età che avanza. L’allarme, manco a dirlo, è scattato alle 17.30. Doveva essere un pomeriggio di risate nel cuore di un’area così impervia da non vedere neppure i tracciati battuti: un invito a nozze per le slavine.
Le ricerche? Un vero teatro degli orrori dell’organizzazione, interrotte più volte dal maltempo e da condizioni che avrebbero fatto resuscitare persino chi pensava fosse impossibile farlo. L’efficienza dei soccorsi raggiunge livelli da record, ma forse non quelli per trovare qualcuno ancora vivo. La flebile speranza di un miracolo è ormai stata risucchiata da questa valanga di realtà crude.
Nel frattempo i social si affollano di messaggi di cordoglio, come se bastassero gli hashtag a colmare l’assenza. “Il nostro amico Mirko Budri ha saltato l’ultimo ostacolo”, dice qualcuno. Ed era proprio quello che si cercava di evitare, invece è arrivato all’improvviso, senza biglietto di ritorno.
Non certo affrontandolo a bordo della sua fedele e rapidissima motoslitta Giuditta, ma travolto da quella che alla fine – che poesia – era la sua montagna. Un ultimo, beffardo abbraccio che lascia dietro lacrime e disperazione: alla moglie Franca, al padre Guido e al fratello Moris. Perché Mirko sarà sempre nei loro cuori, anche se ormai il suo cuore ha scelto un’altra altitudine.



