Milano spende 78 milioni per modernizzare le ferrovie: una scommessa tra futuro e sprechi garantita

Milano spende 78 milioni per modernizzare le ferrovie: una scommessa tra futuro e sprechi garantita
Regione Lombardia si è svegliata con una brillante idea: investire la modica cifra di 78 milioni di euro, distribuiti in sei anni, per rendere le ferrovie di Milano e della Lombardia “più sicure”. Perché si sa, niente urla ‘modernità’ come uno stanziamento milionario per sostituire la tecnologia di controllo dei treni con quella più “all’avanguardia”.

Lo scopo di questo investimento è la sostituzione del vecchio Sistema di Controllo Marcia Treno (SCMT) con il sofisticatissimo Ertms, acronimo che suona come una formula magica dell’Unione Europea: il famigerato European Rail Traffic Management System. Ovvero, la tecnologia del futuro che controllerà i treni e, udite udite, li fermerà se non rispettano i segnali. Un’innovazione che, come da manuale UE, tutti i Paesi membri si apprestano a eseguire per non perdere la faccia in tema di sicurezza.

Cos’è questa genialata chiamata Ertms?

L’Ertms, o chiamatelo pure Etcs, è la crème de la crème dei sistemi di sicurezza per il controllo della marcia dei treni. Un sistema di “Classe A” che promette di vigilare su ogni centimetro percorso dai convogli. Tradotto in parole povere: se un treno prova a fare il furbo, Ertms gli dice “alt” e lo ferma. Fantascienza? No, normativa europea, roba seria che il gestore Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) ha codificato nel suo Piano nazionale di implementazione.

Lucente e la favola del trasporto sicuro e moderno

L’assessore ai trasporti lombardo, Franco Lucente, sembra molto soddisfatto del suo capolavoro finanziario. Ha infatti magnificato come questo investimento rappresenti un passo avanti “strategico” per il territorio, capace di “innalzare ulteriormente gli standard di sicurezza”, migliorando – udite bene – “affidabilità ed efficienza del servizio”. Ovviamente, nulla di più moderno e appetibile per studenti e lavoratori che quotidianamente si accalcano sui convogli.

Interessante notare l’enfasi con cui si annuncia questo massiccio finanziamento come una prova di “convinzione” nell’innovazione tecnologica e nel trasporto pubblico ferroviario. Quasi a volerci far dimenticare tutti i ritardi, i disagi e le promesse mai mantenute che ogni pendolare lombardo conosce fin troppo bene.

Insomma, per chi ama l’ironia, eccoci davanti all’ennesima scommessa tra cifre faraoniche e speranze di treni puntuali. Perché se qualcosa va storto, potremo sempre dire che con quei 78 milioni abbiamo avuto il sistema di sicurezza più sofisticato d’Europa. Almeno nelle intenzioni.

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