Novanta secondi. Il tempo perfetto per capire qualcosa, sempre che non siate distratti da qualche notifica o dal caffè che si raffredda. Troppo breve per annoiarsi, abbastanza lungo per spargere qualche verità utile in questa giungla di tweet e titoli urlanti che passa per informazione.
Benvenuti all’era del “pensiero breve ma dignitoso”. Qui non si impasticciano chiacchiere vane o reazioni immediate da social, ma si sparano micro-rubriche dense di spigoli sferzanti. Uno spigolo che si consuma al volo – sul tram, in ascensore, mentre scrollate distratti – eppure lascia un segno più profondo di mille editoriali pomposi.
Un minuto e mezzo esatto: il tempo per tagliare il rumore di fondo che ci soffoca e fornire un’analisi netta, senza indugi. Perché, diciamolo, nel mondo di oggi distinguere un’opinione ben argomentata da un semplice riflesso pavloviano è un lusso raro.
Insomma, se volete smettere di perdervi nel mare magnum di chiacchiere inutili e tuffarvi nella realtà raccontata senza fronzoli, questo è il vostro biglietto da visita. Perché la sincerità, anche se condotta in meno di due minuti, vale più di mille slogan preconfezionati.



