Milano si sveglia e scopre che Bff bank finanzia la pubblica amministrazione: chi l’avrebbe mai detto?

Milano si sveglia e scopre che Bff bank finanzia la pubblica amministrazione: chi l’avrebbe mai detto?

Non è soltanto la Banca d’Italia a osservare con occhio critico le turbolenze che agitano Bff bank, quell’istituto milanese che si diverte a fare credito agli enti pubblici e che ha deciso di regalare a Piazza Affari uno spettacolo memorabile: una caduta libera del 44% in un solo giorno, roba da far impallidire qualsiasi rollercoaster finanziario.

E come se non bastasse questa performance da brivido, questa caduta vertiginosa ha scatenato le furie delle autorità di vigilanza, come se non fosse già abbastanza fare il tifo per un titolo azionario che sembra voler sprofondare nel nulla.

Naturalmente, la reazione di tutti gli “esperti” è stata un coro unanime di preoccupazione. Ma qui sta il bello: mentre Bff bank crolla, nessuno sembra voler ricordare che dietro questa discesa ci sono scelte strategiche discutibili e un modello di business che, a ben vedere, sapeva fin dall’inizio di disastro imminente.

Insomma, un sistema che continua a giocare con i soldi pubblici, promettendo miracoli economici impossibili da mantenere. Ma non vi preoccupate, le autorità vigileranno, faranno le loro raccomandazioni e poi tutto tornerà come prima, almeno fino alla prossima crisi.

La vigilanza tra raffinati giochi di prestigio

Se vi aspettate che la Banca d’Italia entri in campo con forza per risolvere la situazione, probabilmente siete troppo ottimisti. Dietro le quinte si scambiano delicati giochi di prestigio: la vigilanza ci sarà, certo, ma con la delicatezza di chi non vuole scoperchiare un vaso di Pandora che potrebbe far saltare tutto il sistema.

E così, tra un’indagine e l’altra, tra qualche parola rassicurante e una multa simbolica, il teatro della finanza continua il suo spettacolo di fumo negli occhi. Il rischio reale? Che Bff bank diventi solo un altro capitolo della lunga saga di crisi pilotate, dove qualcuno guadagna e molti altri, ovviamente, perdono.

Un crollo prevedibile in un contesto poco trasparente

Confessiamolo: il tracollo di Bff bank non dovrebbe sorprendere nessuno. Il modello di business di questa banca è stato fin dall’inizio un castello di carte costruito su un terreno instabile, fatto di crediti concessi con un entusiasmo degno di un bambino in un negozio di caramelle.

Le autorità hanno chiuso un occhio per anni, permettendo all’istituto di accumulare una montagna di rischi che oggi si è abbattuta con violenza sui mercati. Insomma, il segreto non detto è che siamo in presenza di un disastro annunciato, ma tutti si sono voltati dall’altra parte.

Intanto, i piccoli azionisti si ritrovano con un pugno di mosche in mano e la sensazione che, alla fine, come sempre, pagheranno loro il conto salato di una gestione quantomeno discutibile.

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