Prima le scintille, poi il fumo e, per fortuna, l’intervento eroico dei vigili del fuoco che hanno evitato l’inevitabile incendio. Mercoledì mattina, alle 9:15 per la precisione, un tram della serie 7000, quello simpatico chiamato “Sirietto”, ha deciso di concedersi uno spettacolo pirotecnico in via Marco Bruto, a Milano. Giusto per non farci mancare nulla, i passeggeri e il tranviere si sono accorti prontamente del malcapitato incidente e hanno dato il via alla chiamata al 112, come si deve fare per le occasioni speciali.
Subito sono arrivati i pompieri con due mezzi scintillanti, una autopompa e un’autobotte, in perfetto orario per spegnere quel fuocherello nascente. Prima che la situazione potesse degenerare in un disastro di proporzioni epiche, hanno spento tutto con una precisione teatrale. Nel frattempo, un’ambulanza del 118 si è presentata sul posto giusto per fare da contorno, anche se, ovviamente, nessuno si è fatto male o ha inalato troppa aria irrespirabile.
Un disastro dietro l’altro, ma tranquilli, è tutto normale
Questa performance del “Sirietto” in fiamme non è che l’ultimo capitolo di una saga tragicomica che vede protagonisti i mezzi di superficie dell’ATM. Solo poche settimane prima, il 27 febbraio, un altro tram, un modello Tramlink di ultima generazione (che dovrebbe evocare fiducia e tecnologia all’avanguardia, invece no), è deragliato in via Vittorio Veneto vicino a Porta Venezia. L’epilogo? Due morti e ben 54 pronti per un giro in ospedale.
Ma non basta: durante la notte tra sabato e domenica, l’8 marzo, un altro tram ha deciso che i binari gli stavano stretti e se n’è uscito comodamente in via Galvani, poco lontano dalla stazione Centrale. Per fortuna, questa volta, nessuno si è fatto male, che sarebbe stato troppo anche per gli standard di questa triste serie infinita. E per concludere in bellezza, lunedì un mezzo sulla linea 15 ha infine seguito l’esempio e ha abbandonato i binari in via Curiel, forse solo per sentire il brivido dell’avventura urbana.



