Oh, gioia delle gioie: i lavori per la tanto attesa metrotranvia devono essere anticipati. Perché, si sa, non si può mai aspettare, soprattutto quando ci sono quei fantasmi chiamati “finanziamenti Pnrr” che minacciano di svanire nel nulla se non si corre subito ai ripari. E allora, con una velocità degna di un campione olimpico del caos, Atm ha disposto modifiche immediate alla linea del tram 7, puntando a non perdere neanche un centesimo di quei fondi.
Che cosa cambia dal 9 marzo? Preparatevi a colpo di scena: i tram della linea 7, che da piazzale Lagosta corrono spediti, da oggi arrivano soltanto fino alla fermata di via Tremelloni Anassagora, dove incredibilmente fanno capolinea e, dopo una pausa di riflessione, ripartono nella direzione opposta. Nel frattempo, le fermate Tremelloni-Gassman, Tremelloni-Tognazzi, Adriano-Lussu e Adriano-Vipiteno vengono abilmente ignorate. Sì, proprio così, cancellate dalla mappa del servizio. Ma tranquilli, il bus 86 riceve un potenziamento ultroneo proprio tra il quartiere Adriano e le metropolitane, quasi che quel collegamento fosse la panacea di tutti i disagi.
Cambiare tram? No, cambiare bus… ma quale bus?
Se vi trovate a viaggiare da piazzale Lagosta verso il quartiere Adriano, il mistico consiglio di Atm è di scendere al capolinea “provvisorio” Tremelloni Anassagora e afferrare il bus 86 o il 86 barrato da via Tremelloni Ponte Nuovo. Oppure, se vi sentite davvero avventurosi, scendete al tram 7 a Precotto e da lì prendete il bus 86 da via Rucellai. Insomma, avete a disposizione più alternative di un menu da ristorante, ma la logistica fa capire che la sorpresa è dietro l’angolo.
E per tornare indietro? Dal quartiere Adriano verso piazzale Lagosta, fatevi trovare pronti a scendere da quei mitici bus 86 o 86 barrato sempre a via Tremelloni Ponte Nuovo per poi imbarcarvi sul tram 7 in partenza dal capolinea provvisorio Tremelloni Anassagora. Altrimenti, potete optare per scendere a via Pelitti e riprendere il tram 7 da Precotto, perché tanto, più complicato di così si muore.
Insomma, con questa rivoluzione improvvisa, si rischia più di perdere la pazienza che i finanziamenti. Ma hey, almeno il Pnrr sorride. Il resto, come al solito, è solo un dettaglio.



