Un pezzo di metallo, perché non bastava che i treni corressero già abbastanza veloci per farci rischiare la vita, ha deciso di staccarsi da un convoglio lanciato lungo la linea ferroviaria Milano-Lodi, precisamente nei pressi di Tavazzano con Villavesco. E non contento, quel frammento ha deciso di fare un bel colpo da maestro sfondando il parabrezza di un treno che viaggiava in direzione opposta. Roba da far applaudire Hollywood per l’effetto speciale, se non fosse che qui si tratta di un incidente reale.
Secondo le dettagliatissime prime ricostruzioni, quelle che tutti attendono con ansia, il frammento metallico – probabilmente un pezzo del telaio del treno diretto a Lodi – ha scelto con cura il parabrezza del convoglio che invece si dirigeva verso Milano Centrale. Il risultato? Un parabrezza completamente mandato in frantumi, probabilmente con qualche urlo di terrore annesso.
Il macchinista e il capotreno, colpendosi con le schegge di vetro, si sono procurati ferite lievi, giusto per rendere il tutto un po’ meno noioso. Soccorsi con la solita attenzione, stanno bene, cosa che ci rassicura, perché probabilmente la sola cosa peggiore che poteva succedere era un rinvio del loro turno o, peggio, perdere il treno per il caffè.
La circolazione ferroviaria, ovviamente, ha deciso di prendersi una pausa e ha lasciato tutto bloccato poco prima delle 18:30, perché se c’è una cosa a cui si tiene è il tempismo perfetto per stressare il pendolare medio. Dopo una simpatica attesa di quasi due ore, la circolazione è finalmente ripresa intorno alle 20:45, non senza aver regalato ai viaggiatori la consueta dose di ritardi, con rallentamenti fino a 120 minuti e centrali limitazioni e cancellazioni. Un vero e proprio spettacolo di efficienza!
La gestione del caos: come non sorprendersi
La cosa più divertente di tutto questo? La prevedibilità. No, non è un film catastrofico, è solo la normalità delle ferrovie italiane, dove un frammento di metallo che decide di farsi un giro può paralizzare un’intera infrastruttura. Qualcuno, tra le pieghe di questa “scrupolosa” ricostruzione, ha forse pensato di domandarsi come mai un treno possa perdere pezzi durante la corsa? Evidentemente, queste domande sarebbero troppo rivoluzionarie per un sistema che preferisce tamponare le emergenze anziché prevenirle.
E intanto, i viaggiatori si arrangiano, armati di pazienza e di un sano scetticismo, mentre le responsabilità vengono gentilmente accantonate da qualche solito comunicato di rito. L’unica certezza, però, è che il prossimo episodio sul genere non si farà attendere troppo, perché quando si tratta di disservizi ferroviari, la fantasia non manca di certo.



