Che sorpresa! Il mercato immobiliare italiano nel 2025 sembra proprio volerci regalare un altro episodio della saga infinita degli aumenti dei prezzi. Immobiliare.it ci ha fatto una bella analisi puntuale, confrontando il “meraviglioso” 2025 con il 2024 e qualche anno fa. La solita grande notizia: a Milano, culla del lusso e della moda, i prezzi delle case sono aumentati del 2,2%, confermandola come la città più costosa d’Italia con un megagalattico prezzo medio di 5.551 euro al metro quadro. Chissà quanto si staranno divertendo i poveri compratori.
Ma se pensavate che l’aumento più consistente fosse milanese, preparatevi a rimanere delusi: a farla da padrone è, udite udite, Firenze con un aumento annuo da capogiro del 7,9%. Seguono la eterna eterna tentazione romana con un +6,9%, e le città provinciali a caso come Bari e Bologna, che si permettono il lusso di crescere rispettivamente del 5,5% e 5%. Mentre al Sud, almeno per una volta, qualcuno incassa la bacchettata: Messina e Reggio Calabria hanno persino avuto la faccia tosta di vedere calare i prezzi (-0,7% e -0,9%). Specialmente Reggio Calabria, regina dei prezzi bassi, s’impunta al modesto 862 euro al metro quadro, un vero affare per chi non ha nulla da perdere.
Se si passa agli affitti, si scivola su un terreno ancora più affascinante. Milano si conferma pigliatutto, con un prezzo medio di 22,2 euro al metro quadro, e persino con una piccola flessione dei canoni dell’0,5% rispetto al 2024 – ma davvero, ridiamo per non piangere. Nel frattempo, città meno previste si scatenano in un valzer di aumenti a doppia cifra: Bari e Genova segnano rispettivamente +11% e +10,2%, e persino Roma, “la capitale delle opportunità”, si accontenta di un +9%. Venezia, non dimentichiamola, con un 8,9% sembra puntare a diventare un museo a cielo aperto… per ricchi. Poi ci sono le briciole: Firenze con un modesto +2,9%, Cagliari +2,4% e Bologna +1,4%. Ai livelli più bassi? Classiche di sempre: Palermo, Messina e Reggio Calabria, con prezzi da far piangere i già disperati: rispettivamente 9,2, 7,9 e 5,8 euro al metro quadro. Quasi regalati, a chi li vuole prendersi.
Il mercato immobiliare italiano: una favola di crescita senza fine
Insomma, i numeri parlano chiaro: il 2025 è stato l’anno della conferma di una crescita, per chiudere quelle fastidiose parentesi in calo dignitose e portare le transazioni a un bel +3,3% nei compravendite e un roboante +6% nelle locazioni. Tutto perfettamente in linea con la fiaba raccontata da Immobiliare.it nel suo primo “Market Monitor”. Un report che, incredibilmente, ci racconta la storia “entusiasmante” del mercato immobiliare nazionale e regionale, come se non la conoscessimo già a memoria.
La Banca centrale europea: la magica bacchetta degli interessi
Chi ha potuto, ha sicuramente tirato un sospiro di sollievo per la straordinaria decisione della Banca centrale europea, che dalla metà del 2024 ha deciso di abbassare i tassi di interesse. Un gesto di generosità che ha reso… oh, guarda un po’… il credito più raggiungibile. Perciò, gli acquirenti hanno potuto finalmente allargare gli occhi e puntare a un mercato più ampio. Peccato che questa dolce carezza abbia fatto impennare la “pressione” della domanda del ben 15,5% nel 2025, mentre l’offerta, poveretta, ha fatto un passo indietro: un malinconico -1,3%.
Prezzi in crescita: la festa – soprattutto al Nord
Ci credereste mai? I prezzi, dopo un balzo del 3,3% nel solo ultimo anno e un timido ma resistente +11% dal 2021, hanno raggiunto la modica cifra media di 2.145 euro al metro quadro entro la fine del 2025. E per non farci mancare nulla, il traino è arrivato dal solito Nord Italia, con il Nord-Est che fa registrare +5,7% in dodici mesi e il Nord-Ovest che si attesta su un più “sobrio” +4,3%. Nel frattempo, il resto del Paese si gode un confortante +2,6% al Centro e un poco entusiasmante +1,5% al Sud e nelle Isole. Insomma, tutti felici, tutti contenti, tranne quelli che devono ancora comprare.
Affitti: il mercato torna a gonfiarsi come un pallone in estate
Parlando di affitti, il 2025 è stato l’anno del “ritorno in grande stile” dell’offerta immobiliare in locazione, con un incremento pirotecnico del 18,7% a livello nazionale rispetto al 2024. E qui arriva il bello: la domanda fa un passo indietro, scendendo dell’8,9%. Ma sì, fate finta di niente, la domanda rimane ancora tripla rispetto a quella per le case in vendita. Nel contempo, i valori dei canoni continuano a salire, con un +6% rispetto al 2024 e un clamoroso +28,7% rispetto al 2021. Per chi volesse fare i conti: affittare oggi in Italia costa in media 980 euro al metro quadro, mica bruscolini. E come tocco finale, le crescite più significative negli affitti quest’anno hanno investito il Centro (+8,8%), il Sud (+7,8%) e le Isole (+6,1%). Mentre il Nord-Ovest e il Nord-Est, per restare sobri, si accontentano di aumenti rispettivamente del +4,8% e del +4,6%. Altro che crisi!



