Che tenera trovata quella di Tvboy: dipingere un cuore gigante su un muro milanese per commemorare la dolce Giulia Cecchettin, vittima di femminicidio. Un gesto artistico che va a impreziosire il paesaggio urbano proprio accanto al Mudec, il museo delle culture di Milano. Tre metri d’altezza per un metro e mezzo di larghezza, un colosso di spray e acrilici che promette di farci riflettere – o quantomeno di esibire una buona dose di ipocrisia civica.
Sempre sotto l’occhio vigile e compassionevole di Gino Cecchettin, il papà di Giulia e presidente della sua omonima Fondazione, questa mega-installazione si propone come fisso promemoria contro la violenza di genere. La Fondazione, fra un’abbraccio e l’altro, si occupa di educazione e prevenzione, sperando di non dover ricorrere mai più a simili monumenti commemorativi.
“Un promemoria quotidiano”
Tvboy, nel suo slancio artistico e sociale, ha dichiarato:
“Questo murale nasce da un incontro importante, che ha dato origine a un segno semplice e immediato: un cuore. Un gesto istintivo che parla di amore sano, quello che non controlla, non ferisce e sa prendersi cura. Realizzarlo insieme alla Fondazione Giulia Cecchettin ha trasformato questo muro in un messaggio condiviso. Un promemoria quotidiano: l’amore vero rispetta e lascia liberi.”
Che poesia! Un cuore gigante a ricordarci che l’amore vero non è possessivo, non è violento, non tramuta gioia in tragedia – se solo fosse così semplice anche nel mondo reale.
Gino Cecchettin ha rincarato la dose di struggente delicatezza:
“Ringrazio Tvboy per la sensibilità e il rispetto con cui ha voluto ricordare Giulia. Vederla ritratta mentre disegna è particolarmente significativo: Giulia sognava di diventare illustratrice e di esprimersi attraverso l’arte, con la sua creatività e il suo sguardo gentile sul mondo. Questo murale non è solo un omaggio alla sua passione, ma anche un messaggio potente sull’amore sano, quello che Giulia meritava e che tutti dovremmo imparare a riconoscere: un amore che non possiede, non annulla, non fa male, ma accompagna e rende liberi.”
Un amore così angelico che fa quasi dimenticare la realtà cruda: l’amore malato, quello che spezza vite e prosciuga sogni, ancora oggi drammaticamente presente. Ma niente paura! Un murale con un cuore gigante dovrebbe bastare a cambiare tutto. Basta guardarlo e promettersi di non essere quegli ex fidanzati ossessivi, quegli uomini aggressivi, quelle istituzioni lente e complici.
Perché, se l’arte ha un potere, dovrebbe bastare un cuore disegnato per azzerare anni di violenze. Un messaggio semplice, immediato. Un bel lavaggio di coscienza quotidiano per una società sempre più affascinata dal simbolismo superficiale e dalle campagne di sensibilizzazione da cartolina.



