La Repubblica ce lo racconta con entusiasmo: la svolta del taser è ancora in stand-by, bloccata dal delizioso dettaglio che la commissione Sicurezza non è stata nemmeno convocata. Senza questo magico red carpet istituzionale, il Consiglio comunale rimane con un palmo di naso e non si pronuncia. Grande parte del centrosinistra, per la gioia degli amanti della coerenza, è contraria a dotare gli agenti di armi a impulsi elettrici. Effetto collaterale? Blocco garantito.
L’unico vero danno? Secondo alcuni, a soffrirne saranno i poveri cittadini milanesi, intrappolati tra un dibattito da caffè e le incursioni di chi vuole sparare scariche elettriche a chi passeggia.
Le sferzanti parole di Riccardo De Corato
Riccardo De Corato, ex vicesindaco di Milano e parlamentare di Fratelli d’Italia, non ha certo peli sulla lingua. Si scaglia contro l’immobilismo della giunta comunale e del consiglio affermando che impedire l’uso del taser agli agenti è un colpo basso per i cittadini, lasciati più esposti di uno spettacolo di fuochi d’artificio a Ferragosto.
Il suo verdetto è chiaro e senza fronzoli: il taser non è solo un deterrente “straordinario”, ma anche un attrezzo grintoso per bloccare aggressori senza minuscole tragedie. Già adottato con trionfi da polizia e carabinieri, e pure in molte altre città italiane con le locali polizie municipali, il suo mancato impiego a Milano appare come un mistero degno di un thriller burocratico.
Secondo il parlamentare, la commissione Sicurezza che tarda a convocarsi è solo un altro tardivo capolavoro di Palazzo Marino: quel palazzo che, quando si parla di sicurezza, preferisce galleggiare in scelte ideologiche anziché proteggere i cittadini lasciandoli a fare da cavie tra violenza e degrado.
Il pragmatico dubbio di Michele Albiani
Michele Albiani, consigliere comunale del PD, gioca la carta della prudenza con la sottile arte dell’equilibrismo politico. In una placida nota, non si nega un pizzico di realismo: la sicurezza di agenti e cittadini è, a suo dire, fondamentale, ma – oh meraviglia! – pure le possibili “criticità operative” legate all’uso del taser necessitano di un approfondimento degno di un romanzo giallo.
Insomma, tutta la maggioranza si starebbe attrezzando a maneggiare con mani di velluto questo tema elettrizzante, con quella responsabile lentezza di chi potrebbe sembrare semplicemente… indeciso.
Albiani stesso si definisce in questi meandri di dubbio “uno di quelli che ha sollevato criticità”, come a dire che se non avessero pensato troppo, sarebbe stato uno sciagurato. No, non è ironia, è solo politica.



